Malgrado l’adozione formale nella settimana scorsa a Sharm-El-Sheik del piano di pace per il conflitto israelo-palestinese (la cosiddetta ‘road map’, presentata dal Quartetto composto da Usa, Onu, Ue e Russia) le violenze continuano. Negli ultimi giorni, tra attentati kamikaze e rappresaglie dell’esercito di Tel Aviv, sono morte oltre trenta persone, la maggior parte delle quali civili. Il piano di pace ha avuto l’avallo ufficiale del Presidente americano George Bush, presente in Egitto assieme a Sharon ed Abu Mazen. Ma una delle condizioni necessarie per la riuscita del Piano – come affermato anche da Romano Prodi – risiede nella partecipazione di tutti i componenti del Quartetto alla sua applicazione. Per questo motivo, negli ultimi due giorni si sono succedute le missioni europee nell’area (Siria, Egitto, Gerusalemme), da parte sia della Presidenza greca sia della imminente Presidenza italiana dell’Ue, che hanno avuto contatti con i leader politici delle parti in causa assieme al rappresentante speciale dell’Ue per il Medio Oriente, lo spagnolo Angel Moratinos. Il Premier palestinese Abu Mazen è atteso a Roma entro giugno.