Il metropolita ortodosso Atanasio di Rustavi, nell’ex repubblica sovietica di Georgia, ha incontrato nelle scorse settimane il presidente dell’Unione dei battisti evangelici del Paese, Malkhaz Songulashvili, e gli ha presentato le proprie scuse per avere esortato, durante una trasmissione televisiva, gli ortodossi a “combattere e uccidere” i membri delle Chiese minoritarie: battisti, anglicani, protestanti, pentecostali e testimoni di Geova. “Non abbiamo bisogno di sette, siamo una nazione ortodossa pura” aveva detto il metropolita in tv, aggiungendo: “Devono essere uccisi”. Secondo l’agenzia di stampa Keston, la Chiesa ortodossa di Georgia aveva manifestato stupore per questi attacchi del metropolita Atanasio e ne aveva subito preso le distanze. Nel frattempo, alcune Chiese minoritarie si sono a più riprese lamentate di “subire tormenti” nel Paese dove la Chiesa ortodossa afferma di rappresentare il 70% dei cinque milioni di abitanti. L’incontro del metropolita Atanasio con Malkhaz ha fatto seguito ad una lettera di scuse inviata alla Chiesa battista centrale di Tbilisi, la capitale della Georgia, nella quale Atanasio augurava “lunga vita” a Malkhaz, qualificato come “sant’uomo, uno dei leader di una grande Chiesa”. All’inizio di quest’anno il presidente della Georgia, Edouard Chevardnadze, aveva chiesto di adottare misure adeguate a proteggere i luoghi di culto dopo l’attacco ad una chiesa battista ad opera di alcuni sostenitori di un ex monaco ortodosso.