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Solidarietà è responsabilità” “

La nota dei vescovi tedeschi sulla riforma del sistema sanitario” “

Le recenti dichiarazioni del Cancelliere Gerhardt Schroeder sulla necessità di alcuni interventi sulle politiche federali di Welfare hanno riacceso in Germania il dibattito su sanità e servizi sociali. Sul tema sono intervenuti il presidente della Conferenza episcopale tedesca, card. Karl Lehmann e il responsabile della Commissione per i problemi sociali e caritativi mons. Joachim Reinelt, vescovo di Dresda alla presentazione della nota “La solidarietà comporta una personale assunzione di responsabilità. Orientamenti per un sistema sanitario capace di futuro”.

Orientamenti etici della riforma. “Mai come oggi – ha detto il card. Lehmann – i cambiamenti in atto nelle strutture sociali e i costanti progressi della medicina influiscono sui costi e sulla natura stessa del sistema sanitario. Nessuno intende negare che un sistema così complesso debba essere riformato”. Il problema è semmai “che tali interventi non finiscano per generare una situazione di insicurezza e di ingiustizia”. Dal canto suo la Chiesa intende rivolgersi direttamente “ai responsabili, ai politici ma anche ai semplici cittadini” affinché “si valutino e si appoggino le riforme” rinunciando a “posizioni di mera difesa dei privilegi esistenti”. Senza indicare direttamente “singole misure o commenti al programma di riforme”, la Chiesa intende ricordare nelle parole del cardinale che “le riforme, per quanto necessarie devono contenere un chiaro orientamento all’uomo, alle sue potenzialità e ai suoi bisogni”. E’ evidente, prosegue il porporato, che “con risorse limitate occorre comportarsi in modo parsimonioso, il che implica la migliore efficienza possibile per il sistema. Questo tuttavia non basta, né si può pensare di procedere in modo da minare la basilare sicurezza sociale”. La società infatti per sua natura “deve assorbire quei rischi che il singolo individualmente non può tollerare. La solidarietà di tutti subentra là dove il singolo è soverchiato”.

Tutela della persona. E’ comunque necessario un bilanciamento tra le necessità economiche del sistema e i diritti del singolo. “La questione è cambiare il sistema sanitario in maniera tale da porre correttamente la ricerca del benessere di ogni singolo cittadino”. Il testo presentato dal card. Lehmann indica, dunque, alcuni criteri per impostare il problema, che, richiamandosi all’enciclica papale “Centesimus Annus” riassume in alcuni concetti di fondo, quali la “redistribuzione delle risorse finanziarie, l’integrazione degli aspetti burocratici attraverso il richiamo alla responsabilità sociale, il rifiuto della logica di mercato che impone la prestazione e la competizione a tutti i costi”. Occorre in sostanza “tutelare i portatori di malattie croniche, gli anziani, coloro che sono economicamente svantaggiati”. Per concludere, Lehmann ricorre ad una sorta di slogan “se vogliamo che la solidarietà di tutti arrivi dove è necessario, dobbiamo riformare il sistema sanitario in modo che essa non si spinga dove necessaria non è”.

Evitare l’assistenzialismo. Nella sua comunicazione mons. Reinelt ha invece ricordato l’importanza “storica” del sistema assistenziale tedesco e anzitutto “il principio che al singolo bisognoso e alle famiglie debba essere assicurato il sollievo dai pesi che le malattie e le infermità comportano”. E’ questa “la forza del nostro sistema in un mondo in cui crescono ogni giorno rischi e sollecitazioni di ogni genere”. Per limitare ogni possibile eccesso di assistenzialismo, il vescovo propone di rifarsi “al principio della sussidiarietà per stabilire una giusta regola tra quanto il singolo deve e può fare per la sua salute, e quanto correttamente debba aspettarsi dalla comunità”. Altri principi da rispettare, la tutela della giustizia e il passaggio da una prospettiva orientata alla lotta alle malattie ad una diversa concezione basata sul la tutela preventiva della salute”.