ecumenismo" "

Un passo nuovo insieme” “

Conclusioni e prospettive dell’Oecumenische Kirchentag” “” “

“È vero che la primavera dell’ecumenismo è finita. Molti sogni non si sono realizzati. Ma dopo la primavera non viene l’inverno, e neppure l’autunno. Viene l’estate, con i suoi temporali, ma anche con la lenta crescita e maturazione dei frutti. L’ecumenismo è entrato in questa fase della maturità”. Così il presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, card. Walter Kasper, intervenuto all’Oecumenische Kirchentag che si è svolto nei giorni scorsi a Berlino (cfr. Sir nn. 33, 37, 38 e 39/2003), ha commentato l’evento durante il quale è stato possibile “sperimentare l'”universalità della Chiesa”. Evento spirituale. Ognuno ha portato a Berlino i propri doni e le proprie fatiche, e insieme si è chiesto allo Spirito il dono dell’unità. Si è cercato di vivere insieme ciò che già è condiviso, come ad esempio la Parola di Dio o il battesimo. Domenica mattina, sulla piazza assolata di fronte al Reichstag, ciotole con l’acqua simbolo del battesimo sono passate di mano in mano perché ciascuno benedicesse il proprio vicino e fosse a sua volta benedetto. Evento di incontro e di dialogo. A Berlino si sono incontrati giovani, anziani, uomini, donne, famiglie, handicappati, teologi, pastori, uomini politici e anche rappresentanti di altre religioni. Relazioni, dibattiti, mostre, cineforum, concerti si sono svolti in 600 luoghi diversi della città: questa multiformità di offerta esprime la ricchezza delle diversità di interessi, sensibilità, responsabilità e ambiti di impegno in cui i cristiani sono chiamati ad operare. Identità, diversità e comunione. Nelle giornate berlinesi si è ancora sentita la domanda sul come conciliare l’unità e le identità confessionali. “Abbiamo cercato la verità: lo so, non abbiamo ancora trovato le risposte giuste, ma una cosa positiva è l’aver fatto un passo nuovo insieme” ha sintetizzato il vescovo Kock, presidente della Chiesa evangelica tedesca. E’ risultato chiaro che i tempi non erano ancora maturi per la condivisione eucaristica, meta a cui si guarda con ardente desiderio. Secondo il parere della maggioranza, cattolici ed evangelici, non sono le fughe in avanti o gli atti di disobbedienza ad aprire la strada. Nuovi impegni. Uno degli eventi che ha avuto maggiore risonanza sia tra i partecipanti al Kirchentag che sui mass media tedeschi, è stata la firma della Charta Oecumenica il venerdì sera 30 maggio. Dopo un pomeriggio di presentazione dei temi e del processo della Charta, approvata a Strasburgo nel 2001, i 16 responsabili delle Chiese tedesche hanno firmato la dichiarazione di accogliere il documento e di impegnarsi per la sua attuazione nel contesto locale. Questi gli impegni possibili per le Chiese tedesche: creare gemellaggi tra gli organismi laicali, celebrare il lunedì di Pentecoste come “Giornata dell’unità”, rafforzare la collaborazione in ambito sociale e caritativo, organizzare incontri di studio biblico o conversazioni su temi teologici, celebrare insieme a livello locale liturgie in cui si faccia memoria del battesimo; pregare nelle intenzioni di preghiera domenicale per le Chiese sorelle. In un momento di silenzio, i presenti sono stati invitati a scrivere su un cartoncino il loro personale impegno per il cammino ecumenico. Con questo gesto, la Charta è arrivata a pioggia nelle Chiese locali tedesche: il testo è diventato processo, il popolo ecumenico, insieme ai pastori, si è assunto la responsabilità di portare avanti il cammino verso l’unità. “Sarete una benedizione”. Questo è stato il leit-motiv dei giorni berlinesi e il compito affidato ai partecipanti nella celebrazione conclusiva. Essere una benedizione per l’Europa in costruzione è una preoccupazione dei cristiani tedeschi, che in più occasioni hanno espresso la volontà che il riferimento a Dio sia contenuto anche nel Trattato costituzionale in preparazione. Ora si torna alla quotidianità, anche se domenica sembrava pressoché scontato darsi appuntamento per un secondo Kirchentag.