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Il pellegrinaggio ritrovato” “

La Chiesa cattolica, coinvolge anche i giovani nella ” “riscoperta delle tradizioni religiose e della cultura” “

“L’Albania ha intrapreso da anni il suo cammino per l’integrazione in Europa. Lo ha riconosciuto anche il presidente della Commissione europea Romano Prodi, nella sua visita al nostro Paese. Tuttavia permangono ancora gravi problemi socio-economici e la povertà, mancanza di strutture, emigrazione stanno minando il cammino di crescita intrapreso”: è il pensiero di mons. Angelo Massafra, arcivescovo metropolita di Scutari e presidente della Conferenza episcopale albanese, che sottolinea come anche la Chiesa cattolica nel Paese non possa fare molto di fronte ad una situazione così difficile. “La disoccupazione è sempre molto alta, attorno al 18-20 per cento; i giovani, specie i più preparati, se ne vanno all’estero; gli anziani vengono abbandonati e quando vivono nei piccoli centri per loro le difficoltà si fanno più pesanti. La povertà si fa sentire in maniera massiccia, specie nelle periferie, in campagna e nelle zone di montagna. Inoltre continua la cronica mancanza di strutture e vie di comunicazione e le poche che ci sono spesso risultano impraticabili, perché non asfaltate. Cosa può fare la Chiesa in una situazione del genere, se non aiutare con i mezzi che ha, incoraggiare il volontariato, spingere alla scolarizzazione specie dei bambini dei ceti sociali più poveri?”. Con un recente appello pubblico, mons. Massafra ha invitato, tra l’altro, i cittadini a “pagare l’energia che consumiamo” (la carenza di energia negli ultimi tempi ha paralizzato con preoccupante ritmicità le attività produttive), “a non usare il ruolo pubblico per interesse personale”. “E’ triste – dice – constatare quanto sia diffusa la corruzione anche tra i dipendenti pubblici!”. In una situazione così complessa, la Chiesa cattolica (che rappresenta solo il 6 per cento della popolazione, essendo gli altri abitanti per l’85 per cento musulmani e il resto ortodossi) continua il suo impegno pastorale, cercando di sostenere l’identità popolare nel recupero delle antiche tradizioni e della storia del Paese. “L’anno giubilare che stiamo vivendo – spiega l’arcivescovo – per il 300° del concilio di Arberi, vede il coinvolgimento delle diocesi e la riscoperta dei pellegrinaggi, vietati fino a pochi anni fa. Un appuntamento significativo per la Chiesa albanese sarà quello del 5 giugno, quando tutti i preti del Paese (oltre 110, con cui collaborano 300 religiose e un centinaio di religiosi) si daranno appuntamento all’antica chiesa restaurata dedicata a S. Giovanni Decollato dove avvenne il Concilio 300 anni fa. L’occasione sarà la festa del S. Cuore, in una giornata voluta dalla Commissione episcopale per il clero e i religiosi come ‘giornata sacerdotale nazionale'”. I giovani del Paese (coi suoi 3,2 milioni di abitanti è tra quelli europei con il più alto tasso di natalità, ma anche con un forte analfabetismo superiore al 15%) saranno coinvolti dalle diocesi per un analogo pellegrinaggio nazionale alla chiesa di S. Giovanni Decollato a fine giugno: “I pellegrinaggi piacciono molto anche ai giovanissimi – sottolinea l’arcivescovo – come pure risultano apprezzate le iniziative culturali inerenti al Giubileo, tra cui diversi convegni e seminari di studio. Per la prossima estate, inoltre, abbiamo organizzato iniziative di evangelizzazione della gente della montagna. Gli sforzi della Chiesa si indirizzeranno poi, in autunno, alla buona riuscita del simposio storico-scientifico di chiusura del Giubileo e al pellegrinaggio nazionale a Roma per la beatificazione di Madre Teresa il 19 ottobre. Cerchiamo di animare non soltanto la vita religiosa, ma anche il campo sociale e culturale. Abbiamo puntato sul Giubileo perché abbia un effetto spirituale e produca una maggiore unità tra tutti i settori della Chiesa che è in Albania”.