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Quotidiani e periodici” “

I “primi passi” verso la pace in Medio Oriente, dopo l’approvazione della “road map”, sono l’argomento principale di politica estera affrontato dai principali quotidiani internazionali di questi giorni. Di un “discorso diretto” di Sharon parla l’ Herald Tribune (29/5), soffermandosi sugli “importanti cambiamenti” avvenuti in Israele, il cui governo “per la prima volta ha dato il suo appoggio ad uno Stato palestinese, accettando la ‘road map’ per la pace in Medio Oriente”. “Sharon, il primo ministro ed il padre dell’espansione ebraica nei territori occidentali e nella striscia di Gaza”, precisa tuttavia il quotidiano americano, “non ha abbandonato il suo sostegno” ai molti insediamenti ebraici nei territori palestinesi: “Sembra sentire che la maggioranza di essi potrebbe continuare ad esistere, sulla terra che Israele potrebbe ottenere, e che non farebbero parte di nessun futuro Stato palestinese”. “Nessun israeliano ha passato più tempo di Sharon sul campo di battaglia, o si è guadagnato una reputazione più degna di patriottismo intransigente”, commenta l’Herald Tribune, e aggiunge: “Chiunque abbia passato del tempo con il primo ministro lo conosce come una persona che ha un profondo attaccamento alle terre bibliche che egli chiama Giudea e Samaria. Rinunciare ad esse – o ad una larga porzione di esse – in nome della sicurezza di Israele non sarà facile per lui”. Sull’ “avventura” di Bush in Medio Oriente si sofferma, invece, Jean-Christophe Ploquin ( LaCroix, 27/5), secondo il quale quella degli Stati Uniti nella regione, soprattutto dopo la guerra in Iraq, è diventata una “presenza minacciosa“, anche e nonostante l’approvazione della “road map”, redatta da Statu Uniti, Unione europea, Russia e Onu. Sulla stessa linea Le Monde (29/9), che in un articolo firmato da Patrick Jarreau riflette sul ruolo preponderante assolco dall’America nel conflitto israelo-palestinese, alla vigilia di due importanti appuntamenti targati Usa previsti in Medio Oriente dopo il G8. “Per un presidente che, durante i primi mesi del suo mandato, guardava a distanza il conflitto tra israeliani e palestinesi ,il cambiamento è spettacolare”, commenta l’autore dell’articolo, secondo cui “il pilotaggio di questo nuovo tentativo di soluzione pacifica da parte di Bush è eclatante attraverso il ruolo giocato da Condoleeza Rice e dai suoi collaboratori presso il Consiglio di sicurezza”, e che trasforma – per il quotidiano francese – la “road map” in una “sfida di politica interna americana”. Il quotidiano cattolico italiano, Avvenire (29/5),definisce “decisiva” la missione diplomatica del presidente statunitense, che il 3 giugno incontrerà a Sharm el-Sheik i leader di Egitto, Arabia Saudita, Giordania e Marocco “per illustrare ai dirigenti del mondo arabo moderato il nuovo assetto regionale progettato dalla Casa Bianca”; il giorno dopo sarà la volta di Aqaba, in Giordania, con Sharon e Abu Mazen. Ampio spazio nella stampa tedesca al primo Kirchentag ecumenico che, aperto il 28 maggio, si concluderà il 1° giugno a Berlino. “ Passettini ecumenici-il Vaticano parla con gli ortodossi ed è allergico agli evangelici” è il titolo dell’articolo comparso sulla FAZ (27/05/03) a firma di Heinz-Joachim Fischer, dove leggiamo che “ il dialogo con gli ortodossi viene favorito dal punto di vista vaticano dalla forza vitale e dalla perseverante stabilità della fede, ravvisabile forse nella bellezza della liturgia orientale senza fretta.” Sempre sullo stesso quotidiano l’articolo di Metchild Küpper Processione del giorno del Corpus Domini sulla piazza umana” dove si legge: “ se il mercoledì prima dell’Ascensione 200.000 partecipanti al primo Kirchentag ecumenico arriveranno a Berlino, vedranno una città della Diaspora“, ed ancora: “ Sono finiti i tempi in cui i cattolici si dovevano sentire come ‘un piccolo focolare in un grande città’, e in cui dovevano avere il coraggio del seguace per farsi riconoscere come tali“. Stampa spagnola sull’adesione britannica all’euro. Scrive El País (25/5): “Il governo britannico affronta la non facile decisione della sua incorporazione alla fase finale dell’unificazione monetaria dell’Europa, che comporterebbe tra l’altro la cessione delle competenze di politica monetaria che oggi ha la rispettabile Banca d’Inghilterra alla discussa Banca Centrale Europea. L’integrazione della sterlina nell’euro completerebbe un processo favorevole per l’Europa e, senza dubbi, per l’economia spagnola”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1209 N.ro relativo : 39 Data pubblicazione : 30/05/2003