brevi-ue" "

La bozza di preambolo del Trattato” “

Il Presidium della Convenzione europea ha approvato il 28 maggio la bozza del preambolo del futuro Trattato costituzionale dell’Unione. Si tratta dell’ultimo atto prima dello “sprint finale” dei “convenzionali” sull’intero progetto di Trattato nelle sedute plenarie in calendario nella prima metà di giugno. Il progetto di Trattato sarà presentato il 20 giugno al vertice europeo di Salonicco (Grecia). Ecco il testo integrale della bozza di preambolo, che si apre con una citazione di Tucidide, storico greco nato ad Atene nel 460 avanti Cristo. “La nostra Costituzione si chiama democrazia perché il potere non è nelle mani di una minoranza, ma del popolo tutto intero…”. (Tucidide II, 37) “Consapevoli che l’Europa è un continente portatore di civiltà; che i suoi abitanti, giunti a ondate successive fin dagli albori dell’umanità, vi hanno progressivamente sviluppato i valori che sono alla base dell’umanesimo: uguaglianza degli esseri umani, libertà, rispetto della ragione; Ispirandosi ai retaggi culturali, religiosi e umanistici dell’Europa i quali nutriti dapprima dalle civiltà greca e romana, segnati dallo slancio spirituale che ha attraversato l’Europa, e continua ad essere presente nel suo patrimonio, e successivamente dalle correnti filosofiche del secolo dei lumi, hanno ancorato nella vita della società la sua percezione del ruolo centrale della persona umana, dei suoi diritti inviolabili e inalienabili e del rispetto del diritto; Convinti che l’Europa, ormai riunificata, intende proseguire questo percorso di civiltà, di progresso e di prosperità per il bene di tutti i suoi abitanti, compresi quelli più fragili e bisognosi; che essa vuole restare un continente aperto alla cultura, al sapere e al progresso sociale; che desidera approfondire il carattere democratico e trasparente della sua vita pubblica e operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo; Persuasi che i popoli dell’Europa, pur restando fieri della loro identità e della loro storia nazionale, sono decisi a superare le antiche divisioni e, uniti in modo sempre più stretto, a forgiare il loro comune destino; Certi che, ‘unita nella sua diversità’, l’Europa offre loro le migliori possibilità di proseguire, nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilità nei confronti delle generazioni future e della Terra, la grande avventura che fa di essa uno spazio privilegiato della speranza umana”. (commento a pag. 1)