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Oit: nella nuova Europa urge una più forte intesa ” “tra Governi, lavoratori e imprenditori” “
Si chiama ‘Tripartismo’ ed è uno degli scopi dell’Oit (Organizzazione internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite). è la promozione di un sistema in cui Governi, lavoratori e datori di lavoro sono su un piano di parità giocando un ruolo importante nella formulazione della politica sociale, della promozione della giustizia sociale così come nella definizione delle norme del lavoro ed il controllo della loro applicazione su scala mondiale. “Il tripartismo è essenziale per la realizzazione dell’obiettivo prioritario dell’Oit: ‘un lavoro decente per tutti'”. Stando ai dati Eurostat, al novembre 2002, la percentuale di disoccupati in Eurolandia era pari all’8,4%, mentre il tasso medio di disoccupazione dell’Unione era del 7,7%. Gli uomini disoccupati il 7,4%, mentre le donne disoccupate sono il 9,8%. I giovani (minori di 25 anni) sono il 16,2%. Si calcola che a novembre 2002, 11,7 milioni di cittadini di Eurolandia e 13,6 milioni di cittadini dell’Unione non avevano un posto di lavoro. I princìpi del Tripartismo. “Il Tripartismo si legge nell’ultimo numero della rivista trimestrale “Travail” (Lavoro) dell’Oit – ha un brillante avvenire nell’era della mondializzazione, ma come ogni istituzione deve essere mantenuta e rinforzata per restare agganciata alla realtà”. In particolare ai Governi spetta “garantire le condizioni propizie al dialogo sociale” ovvero “il rispetto dei principi fondamentali e del diritto alla libertà sindacale, alla negoziazione collettiva, ad un clima di sane relazioni professionali ed il rispetto del ruolo delle parti sociali”. Ai lavoratori viene, invece, richiesto di “rinforzare la propria capacità rappresentativa in quei settori dove lo sono meno perché siano essi stessi ad esercitare i loro diritti e difendere i loro interessi” e ai datori di lavoro “a collaborare con quei settori dove i livelli di rappresentatività sono poco sviluppati per favorire lo sviluppo di un ambiente professionale favorevole all’avvento del tripartismo e del dialogo sociale”. In questi ultimi anni si sta facendo largo nell’Oit anche un’altra componente, quella delle Organizzazioni non governative (Ong). Unione Europea. “Il tripartismo ha giocato un ruolo importante nella transizione di diversi Paesi dell’Europa centrale ed orientale. Nel momento in cui una grande fetta dell’Europa si appresta ad aderire all’Unione europea è opportuno procedere ad un confronto tra Est ed Ovest e preparare l’avvenire del dialogo sociale in Europa”. Questo, per l’Oit è il compito dei rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei Governi dei tredici Paesi candidati all’Ue nel quadro del dibattito sul dialogo sociale e sulla riforma del diritto del lavoro. L’attenzione dell’Europa al tripartismo risale a diverso tempo fa. Già nel 2002 la Danimarca che assumeva allora la presidenza dell’Ue organizzò nella villa di Elsinore un incontro sul tripartismo nell’Europa allargata. Il dialogo sociale si è progressivamente esteso fino ad assistere oggi “alla creazione di una Europa sociale che ingloba al suo interno la promozione ed il miglioramento delle condizioni di lavoro, di una protezione sociale adeguata dell’impiego e delle risorse umane”. L’impegno nella Conferenza di Elsinore di tenere ogni anno un ‘summit’ sociale sul tripartismo e ribadito anche dalla attuale Presidenza greca oltre che dalla Commissione Europea, consente di “realizzare dei progressi durevoli mantenendo il dinamismo del dialogo sociale”. Secondo l’Ue “il dialogo sociale fa parte di una buona gestione degli affari pubblici ed il lavoro è uno degli aspetti fondamentali del suo processo di allargamento. Un dialogo sociale autentico, una politica macroeconomica rigorosa ed una politica di mercato giudiziosa contribuiranno alla riuscita economica dei Paesi candidati e faciliteranno il processo di allargamento”.