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L’abbazia dei tempi moderni” “

In Belgio l’originale iniziativa del ” “cappellano delle guardie forestali e dei naturalisti” “

Nelle foreste del Belgio, nei pressi di Neuville, c’è una sorta di “abbazia dei tempi moderni” e tra i boschi vive un sacerdote ecologista e mistico: padre Bernard Sorel , 44 anni, è da undici anni cappellano delle guardie forestali e dei naturalisti – una rarità in Europa – e presiede la Commissione per la salvaguardia del creato voluta dai vescovi belgi. La sua esperienza prende le mosse dalla tradizione russa della poustinia: il poustinik (che significa “eremita”, la parola è stata importata in Occidente da Catherine de Hueck Doherty) si ritira per un certo periodo di tempo in mezzo alla natura, lontano dai villaggi, per pregare in solitudine. L’altra parte del tempo viene vissuta invece in mezzo alla gente, mettendosi a disposizione degli altri. “Non è un eremita tradizionale perché è anche disponibile alle chiamate del mondo – spiega padre Sorel, tra i delegati presenti a Breslavia alla V Consultazione sull’ambiente delle Conferenze episcopali europee (Ccee) -. Per esempio nel periodo della mietitura il poustinik usciva dal suo eremitaggio per dare un aiuto”. Così padre Sorel, pur vivendo in una piccola capanna nel bosco, dedica oggi gran parte del suo tempo alle attività che si svolgono nella “Bergerie de la forêt” (“L’ovile della foresta”), uno spazio polivalente voluto nel ’97 dalla diocesi di Namur, con un polo sociale per l’accoglienza degli ospiti, un polo culturale per mostre e incontri sulla natura e una “cappella forestale” per la dimensione spirituale. La struttura è anche sede della Commissione per la salvaguardia del creato e della cappellania, e qui si invitano i bambini delle scuole del Belgio a conoscerla e a meditare la natura. Alla “Bergerie” passano ogni anno tra le 7.000 e le 10.000 persone, ma si sta progettando di aumentarne la capacità ricettiva (maggiori informazioni sul sito www.bergeriedelaforet.be.tf). La contemplazione dell’invisibile. “Attraverso la contemplazione visibile della natura si arriva ad una percezione del cuore che l’uomo di oggi ha perso. Tutto questo conduce a contemplare l’invisibile”. è questo il senso profondo della “teologia contemplativa” praticata da padre Sorel ed estesa oggi ad altri gruppi e persone che seguono il suo esempio. Con una conoscenza approfondita di diverse religioni nel mondo ma con solide radici cristiane Bernard Sorel comincia a vivere l’esperienza della poustinia nell’82, nel 1987 pronuncia i voti come poustinik e fonda la “Fraternité de la Claire Vallée”, nel 1992 viene ordinato sacerdote. Il suo è “un invito alla contemplazione attraverso la solitudine, esteso anche a uomini e donne credenti e non credenti, che si impegnano a prendere un giorno di solitudine al mese per rispondere allo stress del mondo moderno”. Perché, spiega, “l’uomo non è fatto solo di ragione ma anche di cuore e relazione. è giusto avere una teologia che scopre attraverso la ragione il mistero della trinità, ma se non si vive in parallelo con uno sguardo contemplativo semplice, la teologia rischia di essere un monumento che con il tempo si rovina”. Nella formazione dei sacerdoti, a suo avviso, sarebbe necessario proporre “esercizi spirituali nei boschi, anche di notte, per incontrare realtà diverse da quelle apprese sui libri”. “Perché non tornare ad una teologia contemplativa?”, si chiede. “La formazione dei nostri futuri preti – oltre che teologica, filosofica o pastorale – dovrebbe essere ‘profondamente umana’, partendo dalla terra – anche dal lavoro manuale -, dalla contemplazione della natura, e conoscendo le realtà dure della povertà. E poi i preti, chiaramente ognuno con il proprio carisma, devono praticare ‘l’ecologia umana’, ossia la relazione con l’altro, imparando a delegare, a comunicare con chiarezza per avere delle relazioni sane”. Quando guida le scolaresche, ad esempio, padre Sorel osserva uno “scollamento drammatico con il reale”: “Oggi un gruppo di giovani che passeggia in un bosco non si accorge nemmeno di un topolino che passa loro vicino. Per fortuna tantissima gente oggi sta ritrovando l’amore e il rispetto per la natura”. “Di notte – racconta – si avverte un’anima particolare, un ritmo diverso nella natura”. E cita San Bernardo: “Gli alberi e le rocce insegnano cose che non si imparano sui libri”. Padre Sorel vede oggi una “pericolosa malattia del virtuale” Questo non significa essere contro le nuove tecnologie. Ma bisogna avere i piedi sulla terra, il cuore rivolto al cielo e tra le mani strumenti rispettosi dell’ambiente”.