radici cristiane" "

La democrazia non è scontata” “

Ciò che preoccupa i nuovi Stati membri è la partecipazione democratica dei ” “cittadini alla vita dell’Ue” “” “

Mentre il dibattito sul riferimento a Dio ed alle religioni nel testo della futura Costituzione Europea permane aperto, Convenzione e Governi cercano ricomposizione e compromessi sui temi scottanti delle istituzioni comunitarie e della partecipazione democratica dei cittadini alla vita dell’Unione Europea. Sir Europa ha incontrato per un commento Pawel Krzeczunowicz , responsabile presso l’Ue delle Ong polacche, già relatore durante le sessioni della Convenzione di ascolto della società civile. Presidente dell’Unione nominato dai Governi, Ministro degli Esteri Ue nominato dai Governi, Commissione ristretta, Conferenza Intergovernativa che avrà l’ultima parola sul progetto di Costituzione. Si va verso una ‘nuova’ Europa dei ‘vecchi’ Governi? “In ogni caso, si avrà una nuova Europa a causa dell’allargamento. Non potrà essere un’Europa dei ‘vecchi’ Governi in quanto nuovi membri saranno coinvolti, ciascuno portatore di sensibilità differenti. Il rischio è però quello di avere un’Europa del metodo intergovernativo. Nell’Ue, la democrazia sembra essere data per scontata, il che costituisce un esempio lampante di amnesia storica. Per i popoli e le Ong dei nuovi Stati membri la democrazia rappresenta un privilegio di recente acquisizione. Ciò che preoccupa maggiormente non è tanto la struttura istituzionale, quanto il processo di nomina che viene proposto. Dov’è la democrazia in tale proposta? Dov’è la dichiarazione adottata a Laeken di ravvicinare l’Europa ai cittadini?” La Costituzione Europea renderà possibile un dialogo migliore e più strutturato con i cittadini e la cosiddetta ‘società civile’ e le sue organizzazioni? “Bisogna tenere presente due cose. In primo luogo, il testo attuale della Costituzione sul dialogo civile è vago e non pone in essere un dialogo civile strutturato; addirittura, pone in discussione il dialogo sociale, pertanto parte integrante del vigente ordine giuridico europeo. E il Presidium deve ancora rispondere a questa critica. Inoltre, è dando l’esempio che l’Europa può influenzare positivamente lo sviluppo del dialogo civile. Senza un tale esempio a livello europeo, il dialogo civile non potrà avanzare laddove più necessario – a livello locale, regionale e nazionale – e soprattutto nei Paesi candidati dove non è stato ancora svezzato”. Europa e religione, Dio e l’Europa: il dibattito è ancora aperto, le posizioni controverse, a maggior ragione dopo le prese di posizione di Giovanni Paolo II. Cosa pensa del riferimento a Dio ed alle religioni nella Costituzione Ue? La nota clausola della Costituzione polacca potrebbe rappresentare una soluzione? “E’ stato senz’altro bello vedere una proposta costruttiva da parte di un Paese candidato. L’assunto nell’Ue è troppo spesso che i sapientoni parlano ed il resto del mondo ascolta. Ciò può invero creare grandi imbarazzi: basta pensare che solo da poco è stata ‘corretta’ la svista – enorme trattandosi di una Carta costituzionale – di non aver incluso alcun riferimento alla cittadinanza nel progetto di articoli. E’ chiaro che respingere unilateralmente la religione metterebbe in pericolo le chance di ratifica per la Costituzione. Non inserire il riferimento a Dio e alle religioni renderebbe improbabile la vittoria del sì nei referendum di ratifica, quanto meno in Polonia”.