Il Consiglio affari generali e relazioni esterne, riunito a Bruxelles il 19 e 20 maggio, ha sancito la nascita del primo esercito europeo nel quadro della Politica europea di sicurezza e di difesa (Pesd). 60 mila uomini, disponibili in 60 giorni – la cosiddetta ‘forza di reazione rapida’ – saranno al servizio sia delle operazioni di difesa Ue sia della struttura militare della Nato. I ministri hanno altresì assunto l’impegno di aumentare le capacità militari difensive dell’Ue attraverso la costituzione di nove ‘aree di progetto’ destinate a colmare le lacune che settore per settore, caratterizzano i Paesi dell’Unione in rapporto agli Stati Uniti. L’Italia sarà capofila del progetto per il miglioramento della difesa dalle armi chimiche, biologiche e nucleari, il Regno Unito guiderà l’area ‘quartieri generali’, la Germania sarà incaricata della gestione del trasporto aereo. I fondi necessari per lo sviluppo della Pesd cresceranno progressivamente, grazie anche alla decisione di escludere parte delle spese militari dai vincoli del patto di stabilità. Il Consiglio ha, infine, ratificato la nomina del generale Rolando Mosca Moschini (Italia) a capo del Comitato militare Ue per un triennio a partire dal 9 aprile 2003.