La Dichiarazione di Atene” “

“Un dialogo regolare tra l’Unione Europea e le Chiese cristiane” e “un chiaro riferimento alle radici cristiane dell’Europa nel progetto di costituzione” è quanto chiedono alcuni rappresentanti delle Chiese cattolica, ortodossa e protestante, riunitisi nei giorni scorsi ad Atene in un incontro promosso dalla Chiesa ortodossa di Grecia alla vigilia della XIX sessione plenaria della Convenzione attualmente in corso a Bruxelles. Tra i partecipanti, il cardinale Roger Etchegaray, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, e il vescovo anglicano Richard Chartres di Londra. “Sarebbe inconcepibile che la Convenzione europea non prevedesse un riferimento chiaro e specifico alle radici cristiane dell’Europa nella costituzione che dovrà definire l’avvenire dell’Unione Europea nei prossimi anni” si legge in una Dichiarazione congiunta elaborata a conclusione dell’incontro. Per l’arcivescovo ortodosso Christodoulos di Atene, il cristianesimo “dovrebbe essere ricordato nella costituzione non solo come la forza creatrice della nostra civiltà, ma anche come garanzia che l’Unione sia autenticamente europea”. “La formulazione” del trattato costituzionale, ha precisato Christodoulos, “non dovrebbe attentare alla tolleranza religiosa, né essere in conflitto con i diritti delle persone o costituire una minaccia o un ostacolo alla promozione dei cittadini non cristiani”. La Dichiarazione di Atene afferma che “l’instaurazione di un dialogo regolare tra l’Ue e le Chiese cristiane è necessaria per promuovere un principio di uguaglianza che escluda ogni forma di discriminazione basata sul sesso, la razza, l’identità nazionale, l’handicap, le convinzioni religiose”.