ecumenismo" "

Le Chiese di Romania e i martiri cristiani” “

“Tutte le grandi Chiese hanno sofferto nei nostri Paesi sotto il regime comunista”; una storia che “è importante far conoscere alle nuove generazioni”. Così il portavoce del patriarcato di Bucarest della Chiesa ortodossa, Costel Stoica, spiega l’iniziativa della lista dei martiri morti per la fede cristiana sotto il regime comunista, che verrà probabilmente pubblicata nel 2004. “Un evento ecumenico di grande importanza – prosegue -, perché l’elenco comprenderà 120 ortodossi, 50 cattolici romani e 20 protestanti, oltre a 150 martiri della Chiesa greco-cattolica romena, di rito orientale ma fedele a Roma, interdetta dal regime nel 1948”. La raccolta dei documenti segue precisi criteri per identificare “gli atti del martirio”. Tra questi, spiega il portavoce, “la morte violenta o la morte in carcere provocata da mancanza di cibo e acqua, oppure seguita a tortura”. “Un terreno importante e promettente per la cooperazione e il dialogo tra le Chiese”: è il commento all’iniziativa dell’arcivescovo Ioan Robu, presidente della Conferenza episcopale romena. Secondo un censimento effettuato nel marzo 2002, l’87% dei 21,7 milioni di abitanti del Paese ha affermato di appartenere alla Chiesa ortodossa; circa il 6% si è dichiarato cattolico romeno o greco-cattolico; l’1% protestante.