svizzera" "
"I media per la pace" è il titolo scelto per la 37ª Giornata mondiale ” “delle comunicazioni sociali” “” “
Domenica 1° giugno si celebrerà nelle varie diocesi la 37ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “I mezzi della comunicazione sociale a servizio di un’autentica pace alla luce della ‘Pacem in Terris'”, che è anche il titolo del Messaggio del Papa reso noto, come di consueto, lo scorso 24 gennaio, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. “La Chiesa ha un messaggio ed è suo dovere annunciarlo anche attraverso i media afferma la Commissione dei media della Conferenza dei vescovi svizzeri presentando la Giornata del 1° giugno per la quale, ispirandosi al Messaggio del Papa, è stato scelto lo slogan “I media per la pace”. “I media cattolici onorano questo impegno in molti modi spiegano i vescovi -; alcuni sono tuttavia poco conosciuti. Tali attività hanno inoltre bisogno di sostegno finanziario e proprio in questa domenica, i cattolici in Svizzera hanno l’occasione per sostenere questo lavoro”. Qui di seguito le riflessioni sulla Giornata di mons . Bernard Genoud , delegato francofono per i media della Conferenza episcopale svizzera e presidente del Gruppo francofono del Consiglio dei vescovi europei per la comunicazione, del vescovo ausiliare di Coira mons. Peter Henrici e di mons. Giuseppe Torti , vescovo di Lugano. Il “rischio della piazza”. Perché una domenica dedicata ai massmedia? Innanzitutto per “educare le persone sul ruolo essenziale dei media nella nostra società afferma mons. Genoud -. I massmedia ci ricordano che diventiamo attori di ciò che trasmettono. Di questo dobbiamo prendere coscienza”. La Giornata prevede inoltre “una colletta per reperire i mezzi finanziari necessari per un uso responsabile e professionale” dei media “largamente utilizzati dalla Chiesa per comunicare la Buona Novella”. Secondo mons. Genoud “proclamare oggi il Vangelo è l’impegno radicale della fede”, e “annunciare Cristo nel corso di trasmissioni talvolta critiche verso la Chiesa fa parte delle sfide quotidiane”. Positivo il giudizio su Internet, utile “a completare la presenza della Chiesa sui media”. “Il mondo della comunicazione è appassionante” conclude , invitando ad “osare il rischio della piazza, ‘del mercato del suono e dell’immagine'” per “raggiungere indistintamente ogni persona”. Una nuova consapevolezza. “I media sono più inclini alla guerra che alla pace, perciò ‘media per la pace’ vuol dire nuotare controcorrente”: legge così mons. Henrici lo slogan della Domenica dei media che “quest’anno ha lo scopo di sensibilizzare sul potenziale degli strumenti di comunicazione” e di riflettere su come “l’uso da parte nostra possa servire alla pace”. “Nella Svizzera di lingua tedesca dove la Chiesa ha accesso limitato ai media pubblici – prosegue -, si deve rafforzare la consapevolezza critica degli editori e sostenere media alternativi (come i giornali parrocchiali). A questi obiettivi si dedicano anzitutto le agenzie di stampa Kipa e il servizio cattolico dei Media (Km)”. Il quotidiano cattolico e il sito diocesano. Mons. Torti, vescovo di Lugano, ricorda innanzitutto il quotidiano “Giornale del Popolo” che, nonostante “crisi e difficoltà” continua ad essere “uno strumento di lettura critica in chiave evangelica della realtà”. Non si nasconde il vescovo i “problemi legati alla collaborazione con la stampa generale”. Quanto ai nuovi strumenti di comunicazione, “la diocesi sta cercando di adeguarsi”. Ad esempio, è molto visitato, anche all’estero, il sito diocesano su Internet, “un’opportunità eccezionale per far conoscere la vita della comunità, il magistero del vescovo, le diverse attività”. Il vescovo auspica che “si sviluppi ulteriormente” nonostante le “scarse disponibilità di persone e di mezzi finanziari”.