Difesa ” “e sicurezza” “

“La nostra proposta di creare l’Unione Europea di sicurezza e di difesa (Uesd) non è antagonista né alla Nato né tantomeno alla futura politica di difesa dell’Unione europea: si tratta di un contributo per accelerare i tempi di una politica che non può più essere rimandata”. Con queste parole Louis Michel, Ministro degli esteri belga, ha illustrato le conclusioni del minivertice a quattro sulla difesa europea che ha riunito, nei giorni scorsi, a Bruxelles, i capi di Stato e di Governo di Belgio, Germania, Francia e Lussemburgo. Secondo i quattro, il messaggio dell’incontro consiste nel ‘rafforzamento del pilastro europeo all’interno dell’alleanza atlantica’ e nel dare ‘nuovo impeto’ al progetto di difesa europea. A Bruxelles i capi di Stato si sono accordati su sette iniziative, tra cui: l’unificazione entro giugno 2004 dei comandi strategici per il trasporto aereo, al servizio della Nato e dell’Ue; la costituzione entro il 2005 di un quartier generale europeo di forze multinazionali al servizio della Nato e dell’Ue; l’acquisizione di tecnologie militari per la difesa di civili e truppe dalle armi nucleari, batteriologiche e chimiche; la creazione di un sistema di emergenza per gli aiuti umanitari in caso di disastri. I quattro, però, non sono riusciti a definire le modalità di reperimento delle risorse per l’esecuzione delle iniziative proposte. Del futuro della politica comune europea di sicurezza e di difesa si è anche parlato al vertice informale dei ministri degli esteri Ue, svoltosi dal 3 al 4 maggio sulle isole greche di Rodi e Kastellorizo. Al summit hanno partecipato anche il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, il commissario per le relazioni esterne Chris Patten e l’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Javier Solana. A quest’ultimo i venticinque hanno dato mandato di presentare entro il Consiglio europeo di Salonicco del 20-21 giugno prossimi un quadro di proposte per la creazione di un “concetto europeo di sicurezza integrato”. La discussione tra i ministri si è concentrata su due aspetti: l’inserimento nel futuro Trattato costituzionale europeo di nuove disposizioni in materia di politica di difesa e il rafforzamento delle strutture militari europee.