“L’Unione Europea ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”: è il primo di due articoli che vorrebbe inserire nel futuro Trattato un gruppo di circa 100 ‘cittadini italiani, appartenenti all’Università cattolica del Sacro Cuore, sedi di Milano, Brescia e Piacenza’, docenti e non docenti, che hanno inviato la proposta all’Unione Europea e ai rappresentanti italiani in seno alla Convenzione Europea. Il testo del secondo articolo afferma: “Gli interventi di politica economica, monetaria e commerciale dell’Unione perseguono l’obiettivo di eliminare gli squilibri di ogni tipo che esistono tra i diversi paesi del mondo. Identico obiettivo viene perseguito negli orientamenti espressi dall’Unione in qualsiasi organismo internazionale. L’Unione interviene affinché le risorse destinate alla cooperazione e allo sviluppo dagli Stati membri e dal bilancio comunitario corrispondano ai parametri indicati dalle organizzazioni internazionali”. Le proposte sono motivate dalla constatazione che “le Costituzioni degli Stati membri dell’Ue e di quelli che entreranno in essa nel 2004 contengono, quasi tutte, riferimenti alla pace e al ripudio della guerra”.