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Saranno una benedizione” “

A Berlino ” “(28 maggio – 1 giugno) il Kirchentag: all’alba del terzo millennio ” “un congresso ” “ecclesiale ecumenico” “” “

“Voi sarete una benedizione” è il tema dell’Oecumenische Kirchentag, il Congresso ecclesiale ecumenico organizzato insieme da cattolici e protestanti tedeschi, con la collaborazione di altre confessioni cristiane, e che si terrà a Berlino dal 28 maggio al 1° giugno 2003. E’ forse uno dei maggiori sforzi ecumenici a livello di base nei 485 anni di divisione dopo lo scisma della Riforma, e al quale hanno lavorato dai sei anni a questa parte 40mila persone. Gli oltre centomila visitatori (non tutti “fedeli”) sono attesi da un programma di circa tremila incontri con personalità della vita ecclesiale, della società civile e della cultura, tedeschi e stranieri. E’ dalla metà dell’Ottocento che cattolici e protestanti si ritrovano ogni due anni circa, periodicamente e alternativamente, nei loro rispettivi “congressi”, Katholikentag e Evangelische Kirchentag, (non si tennero soltanto durante la prima guerra mondiale e sotto il regime nazista, che li abolì). Nel dopoguerra, con la fine della dittatura e la riconquista delle libertà civili, si è andato instaurando un clima di dialogo, favorito dal confronto ecumenico e dalla ricerca dell’unità religiosa al punto che questi incontri si svolgono in un clima di grande fraternità. La sfida… I cristiani tedeschi sanno di essere di fronte a molteplici sfide. La prima è la secolarizzazione e il progressivo abbandono della fede: esattamente un terzo della popolazione, il 33,2 per cento, è “religionslos”, senza religione. Su poco più di 82 milioni di abitanti, si contano 27 milioni di cattolici e poco meno di altri 27 milioni di protestanti. Credenti dell’una e dell’altra confessione sanno che lo scandalo della divisione è in larga parte responsabile del processo di ateizzazione. Ogni anno complessivamente circa duecentomila tedeschi decidono di abbandonare le chiese, ingrossando i ranghi degli indifferenti; e anche se, negli ultimi tempi, il “trend” è diminuito, resta il fatto che, nelle stesse file dei fedeli anagrafici, il livello di partecipazione alla vita sacramentale è molto basso. Il Kirchentag ecumenico, nonostante la diffidenza di movimenti “superortodossi” dell’una e dell’altra parte, è il tentativo di rimettere in circolo una cultura del fatto religioso a livello popolare. Per difendere, dicono i responsabili, valori e convinzioni cristiane comuni e progredire nel cammino verso l’unità. … e la responsabilità. Il tema centrale del Kirchentag verte sulla responsabilità di tutti i cristiani nei confronti dello Stato e della politica, dell’economia e di un ordine sociale giusto, della scienza, della cultura e della comunicazione. In un confronto fra cristiani, e di questi con membri di altre religioni, e nel comune sforzo per la pace, la giustizia, la tutela del creato e una più efficace protezione per i più deboli. La ‘cena comune’. “Nell’incontro di Berlino – afferma Angelo Paoluzi, giornalista profondo conoscitore della realtà cristiana tedesca – c’è un problema aperto e di non facile risoluzione: la celebrazione della ‘cena comune’. Da parte protestante si vorrebbero affrettare i tempi, da parte cattolica si è molto guardinghi, tanto più alla luce della recente enciclica di Giovanni Paolo II sull’Eucaristia. Del resto, della questione non si parla nel documento ufficiale di benvenuto ai partecipanti, sottoscritto dai presidenti delle rispettive associazioni, Elisabeth Raiser del Consiglio evangelico e Hans Joachim Meyer del Comitato centrale dei cattolici, ma in una dichiarazione a parte, in cui si esprime il rammarico per il non raggiunto obiettivo. E dal canto suo il presidente della Repubblica, il protestante Johannes Rau, in una intervista pubblicata dai settimanali cattolici, ha detto di ritenere che non si tratti del tema dominante del Congresso. Può essere considerato un segno importante che l’incontro ecumenico si tenga in questo momento, quando sono in corso di elaborazione i princìpi costituzionali sui quali dovrà poggiare l’Unione Europea, e dai quali c’era stato il tentativo di escludere un richiamo alle radici cristiane dell’Europa. Il Kirchentag, con la forza della partecipazione popolare, sottolinea quanto quelle radici siano profonde nella storia del continente. E il presidente Rau ha affermato come sia bene ‘rendersi conto che della nostra vita non dobbiamo ringraziare noi stessi. Questo può essere espresso in una Costituzione con la parola Dio. Lo ritengo giusto'”.