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“Abbiamo voluto conoscere le condizioni di vita dei cristiani in Terra Santa per dare loro aiuti giusti”. E’ il commento di mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della Cei, al termine del recente pellegrinaggio (22-25 aprile) di vescovi italiani in Terra Santa. Tra gli impegni principali il Segretario della Cei elenca la sensibilizzazione delle comunità ecclesiali italiane “perché tornino nei Luoghi Santi” e l’invito alle organizzazioni di commercianti, artigiani e sindacati “ad avviare progetti di partenariato con i cristiani di Terra Santa. Tutto questo andrà ad aggiungersi all’impegno già assunto dalla Cei con programmi formativi e borse di studio”. Nell’ultimo quinquennio la Cei ha stanziato, dai fondi dell’otto per mille, circa cinque milioni di euro per finanziare opere assistenziali, educative e di formazione. Sulle vicende politiche relative alle prospettive di pace tra israeliani e palestinesi si è soffermato, invece, mons. Pietro Sambi, nunzio apostolico in Israele, per il quale “l’accordo tra Arafat e il nuovo primo ministro Abu Mazen è solo un primo passo verso la soluzione della crisi mediorientale”. Prosegue l’impegno del Quartet, ovvero Nazioni Unite, Usa, Russia e Unione Europea, per rispettare quel programma (roadmap) di pace che dovrebbe portare nel 2005 alla costituzione dello Stato palestinese. “E’ un passo positivo che non è ancora la soluzione. L’esperienza richiede di essere prudenti”.