Malgrado le rassicurazioni pervenute dall’ultimo Consiglio Ecofin di fine marzo sullo stato di salute delle finanze europee, il Commissario per l’economia Pedro Solbes de Mira ha recentemente dichiarato che le prospettive per l’economia dei Paesi Ue nel breve periodo “non sono molto favorevoli”. Solbes condivide le quattro priorità per le riforme economiche individuate dal vertice di primavera (innovazione e imprenditorialità, rafforzamento del mercato interno, incremento dell’occupazione e della coesione sociale, protezione dell’ambiente finalizzata alla crescita ed all’occupazione), aggiungendo tuttavia che “i margini di ottimismo restano limitati considerato che la crescita economica registrata nel quarto trimestre del 2002 è pari allo 0,2% del Pil, meno della metà del trimestre precedente”. Sulla questione del possibile ricorso ad una revisione del Patto di crescita e di stabilità, il responsabile economico dell’Ue ha espresso l’opinione che, se da un lato gli indicatori di Eurostat (servizio statistico delle Comunità) “dipingono un quadro nero dell’attività di Eurolandia, con un calo di fiducia dei consumatori e delle imprese”, dall’altro la guerra in Iraq e la situazione economico-finanziaria mondiale “rappresentano sì una circostanza eccezionale, ma non al punto da costituire un’eccezione all’obbligo per gli Stati membri di mantenere sotto il 3% la soglia del rapporto deficit/Pil”. Circa le nuove stime sulla crescita economica dell’Ue quasi dimezzata la previsione per il 2003: “dall’1,8% previsto nel novembre 2002 si dovrebbe passare ad una stima dell’1% di crescita”.