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Una risposta corale” “

Con la giornata di digiuno e di preghiera le Chiese europee hanno ribadito il loro impegno per la pace” ” e per il dialogo” “” “

L’appello lanciato da Giovanni Paolo II al digiuno e alla preghiera per la pace per il 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri, ha raccolto numerose adesioni in ogni parte del mondo. Anche le Conferenze episcopali di Germania, Austria, Svizzera e Francia hanno aderito all’appello insieme ad altre confessioni e associazioni. Francia. Pregare e digiunare per la pace e perché sia sempre rifiutata ogni “logica di guerra”. E’ l’appello del Consiglio nazionale della solidarietà contenuto in un messaggio reso noto il 5 marzo dalla Conferenza episcopale francese. “Imploriamo davanti a Dio – si legge – la conversione dei cuori e la luce perché siano prese le decisioni giuste per risolvere in maniera adeguata e pacifica le questioni che sono da ostacolo al cammino dell’umanità in questo tempo”. Nel messaggio, le organizzazioni cattoliche invitano le Chiese a vivere il tempo della Quaresima “in comunione con i popoli vittima delle guerre e in solidarietà con le popolazioni che contano sul nostro aiuto”. Germania. Richiamandosi alle parole di Giovanni Paolo II, i vescovi tedeschi hanno aderito “volentieri” all’invito del pontefice e hanno diffuso il 28 febbraio un appello a partecipare all’iniziativa, firmato dal card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale. Ricordando l’esortazione del Papa ad affidarsi all’aiuto di “Maria, madre di Dio, Regina della pace”, i vescovi hanno raccomandato “la preghiera del rosario per la pace nelle famiglie e nelle parrocchie, in particolare nei santuari mariani”. Svizzera. “Rinforzare i legami di pace in Svizzera e nel mondo”: è questo il tema adottato dalla Federazione delle Chiese protestanti, dalla Conferenza episcopale dei vescovi cattolici, dalla Federazione delle comunità israelitiche e dal Coordinamento delle organizzazioni islamiche, che il 5 marzo ha promosso a Berna una celebrazione interreligiosa. In un comunicato congiunto le Chiese e le Comunità religiose si sono dichiarate “pronte a contribuire al mantenimento della pace religiosa e a rinforzare il dialogo e i legami di pace che le uniscono”. “Non ci sono – hanno affermato – giustificazioni ad una guerra”. Senza citare direttamente le minacce di intervento in Iraq, le Chiese e le religioni presenti in Svizzera hanno sottolineato “l’importanza del rispetto reciproco, del dialogo e degli sforzi da intraprendere insieme per la pace” e si impegnano a “lottare perché non venga meno la tolleranza tra le religioni”. Nella celebrazione che ha visto presenti personalità religiose e politiche è stata letta una dichiarazione comune ed un appello delle Chiese per la pace. Austria. In un appello datato 3 marzo, il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca ed arcivescovo di Vienna, ha invitato i fedeli austriaci ad unirsi al digiuno e alla preghiera. In un editoriale pubblicato su “Thema kirche”, rivista dell’arcidiocesi di Vienna Schönborn scrive che l’esempio del Papa è “l’incoraggiamento maggiore a confidare sul fatto che un regime iniquo e il terrorismo possono essere vinti con armi diverse da quelle della guerra”. “È fin troppo chiaro che il terrorismo non può essere sconfitto solo con le ritorsioni basta pensare all’annosa spirale di violenza e ritorsioni in Terra Santa”. “Il conflitto in Iraq – è la domanda di Schönborn – diventerà causa di un conflitto imprevedibile tra il mondo occidentale ed il mondo islamico, magari una guerra tra Islam e Cristianesimo? Su quale linea l’Europa troverà un accordo? O l’attuale conflitto lacererà l’Europa?”. Sempre in Austria, il 5 marzo, il movimento delle donne cattoliche austriache (Kfb) ha promosso la tradizionale “Giornata di digiuno delle famiglie”, con lo slogan “Condividere aumenta”. Inaugurata nel 1958, l’azione vuole fronteggiare la fame nel mondo; la campagna prende inizio il mercoledì delle Ceneri, con un pasto frugale comunitario nelle diocesi di Feldkirch e di Innsbruck.