Scade oggi, 28 febbraio, il termine fissato dall’Unione europea per la riunificazione dell’isola di Cipro. Fallita l’intesa tra Grecia e Turchia al vertice di Copenghen si tenta di trovare un compromesso entro oggi: se, infatti, i turco-ciprioti e i greco-ciprioti firmeranno un’intesa sulla base del piano Onu l’intera isola potrà entrare nell’Ue nel 2004. In attesa di concludere, a fine marzo, i referendum di approvazione. Altrimenti come già deciso entrerà la sola Repubblica di Cipro (greco-cipriota). La Grecia, presidente di turno dell’Ue, si è resa protagonista di una decisa pressione diplomatica sulla Turchia perché accetti il piano proposto dal Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan che prevede un’isola riunificata sul modello federale svizzero. “Un accordo tra le due parti di Cipro è auspicabile dichiara Padre Umberto Barato, vicario patriarcale latino per Cipro -. La Chiesa ha sempre sostenuto la necessità di un accordo. Ci sono i maroniti (6 mila fedeli) che hanno degli interessi materiali in ballo con alcuni villaggi che, nell’ambito del piano Onu, rischiano di uscire dalla zona di influenza greca. Sarebbe per loro una perdita importante. Difficile, comunque, prevedere cosa potrà succedere. Sicuramente a trarre dei vantaggi da questo accordo sarà in particolare la parte turco-cipriota che ha un’economia debole rispetto a quella greca. Le nostre comunità cattoliche ( ndr.: 2 mila fedeli locali e 40 mila immigrati) non hanno nessun peso politico. Come Chiesa non possiamo far altro che chiedere un accordo ed abbattere così questo muro che divide l’isola”. La divisione dell’isola risale al 1974, quando, il 15 luglio, un tentato colpo di Stato militare, sostenuto dalla giunta dei colonnelli allora al potere ad Atene, depose l’arcivescovo Makarios. Il fallimento del golpe diede alla Turchia l’occasione di invadere Cipro, il 20 luglio, per proteggere la comunità turca. Da allora Cipro è divisa in due. Nel 1983 fu proclamata la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara. Il processo di adesione all’Ue da parte del governo di Nicosia (greco-cipriota) risale al 1998 mentre è del dicembre 2001 l’incontro tra il presidente della Repubblica di Cipro, Clerides ed il leader della comunità turco-cipriota Denktash per avviare i negoziati di riunificazione.