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Ingresso nell’Ue, riunificazione dell’isola, senza dimenticare la crisi irachena: Turchia e Cipro sono al centro in questi giorni ” “di un’intensa attività diplomatica” “” “
“La Turchia è chiaramente in Europa”. Per il Patriarca Bartolomeo I° di Costantinopoli, l’adesione della Turchia all’Unione europea permetterà un rispetto maggiore della libertà religiosa. In un’intervista al quotidiano cattolico francese “La Croix” (20 febbraio 2003), il Patriarca, vera e propria autorità spirituale per circa 300 milioni di ortodossi nel mondo, definisce la Turchia “un ponte tra l’islam ed il cristianesimo, tra l’Asia e l’Europa”. La prospettiva di una integrazione turca nell’Unione europea, secondo Bartolomeo I° , “offre molte speranze. Il nuovo Governo è pronto a mettere in atto delle riforme necessarie in funzione dei criteri stabiliti a Copenaghen. E tutto ciò sembra favorire un più grande rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa”. Circa il rapporto con la Chiesa cattolica il Patriarca commenta positivamente la proposta del card. Walter Kasper di un simposio sul primato del Papa con teologi ortodossi. “Bisogna arrivare è la sua convinzione – ad una interpretazione del primato accettabile da tutti”. Reazioni favorevoli all’intervista sono arrivate dalla Chiesa cattolica turca. Secondo il portavoce della Conferenza episcopale, mons. Georges Marovitch “quanto espresso dal Patriarca è del tutto condivisibile e rivela la speranza di arrivare ad un dialogo sempre più stretto”. Anche mons. Louis Pelâtre, vicario apostolico di Istanbul afferma di “condividere l’opinione di Bartolomeo I°”. “La Turchia dichiara – è un Paese dove ci sono diverse correnti politiche. Gli uomini dell’attuale governo hanno lavorato e continuano a lavorare nel territorio, nei Comuni. Noi come cristiani non abbiamo mai avuto delle difficoltà. Così come il Patriarca anche io credo che bisogna essere ottimisti. Ed aggiungo che trovo molto interessante quanto da lui affermato circa le relazioni con i cattolici”.