radici cristiane" "
Il quadro dell’insegnamento religioso (Ir) in Europa è molto variegato: in alcuni Paesi è ormai una realtà consolidata, in altri – come nei Paesi dell’Est – è ancora in fase di sviluppo. Le principali “novità” sono state evidenziate da Flavio Pajer, presidente del Forum europeo per l’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche, in un recente studio apparso su “Il Regno”, quindicinale italiano di attualità e documenti. Ecco le più significative. Belgio L’insegnamento religioso (2 ore settimanali, scelte da studenti e genitori su un’ampia gamma di corsi confessionali e uno di morale ispirata al libero esame) registra la nuova tendenza a considerare i propri obiettivi legati a quelli più generali di tutta la scuola al servizio di un’educazione globale. La logica della confessionalità, dunque, si indebolisce, al punto che è stato proposto di eliminare i corsi confessionali a favore di un corso “sui problemi fondamentali della vita” e di iniziazione al funzionamento democratico. Si pensa anche di affiancare eventualmente questo corso all’Ir tradizionale. Il dibattito è aperto. Francia Non ci sono corsi di religione a scuola, mentre funzionano le tradizionali ‘aumoneries’ (cappellanie). Di fatto la società francese avverte da tempo una progressiva inculturazione in campo religioso, che pregiudica la comprensione del patrimonio letterario-artistico tradizionale. Il problema ha tra l’altro provocato una revisione dei programmi scolastici in cui si è dedicata maggiore attenzione alla storia delle religioni. Il fatto più importante, però, è il rapporto del filosofo Debray sull’insegnamento del fatto religioso in Francia, richiesto nel 2001 dall’allora ministro dell’educazione Lang. Nella riflessione di Debray, se resta il “no” ai corsi di cultura religiosa nella scuola pubblica, tuttavia, si rileva l’importanza di valorizzare il fatto religioso nei diversi saperi disciplinari. Germania L’Ir confessionale (cattolico o protestante) è previsto dalla Costituzione. Tuttavia, nei lander si vivono diverse realtà. A Brandeburgo è in corso un esperimento: si sta insegnando una disciplina alternativa all’Ir confessionale, che affronta temi etico-religiosi e orienta ai valori della vita. Il riferimento alla religione è in un’ottica aconfessionale. Anche ad Amburgo si sperimenta un Ir “dialogale” o interreligioso, nel quale si confrontano alunni di diverse appartenenze. Esistono poi in Germania casi di Ir confessionale “in cooperazione ecumenica”, gestiti cioè in comune da cattolici e protestanti. Spagna In questo Paese vige un regime concordatario, però un nuovo progetto sulla scuola, in attesa di essere convertito in legge, coinvolge l’Ir e disegna un’area disciplinare apposita nella scuola primaria e una nuova materia nella secondaria, chiamata “Società, cultura e religione”. Questa dovrebbe far parte del curricolo obbligatorio in tutti i gradi di scuola. Gli alunni dovrebbero poter scegliere tra modulo confessionale o non confessionale (valori civici, costituzionali…). In Catalogna l’Ir facoltativo è stato inserito tra le materie comuni nel primo ciclo della scuola secondaria obbligatoria e nel primo anno di baccellierato. Svizzera Le soluzioni variano a seconda dei cantoni; in tutti, però, emerge sempre più la richiesta di Ir nella scuola e si progetta di inserire corsi storico-culturali delle religioni. Novità sono allo studio a Neuchatel, dove si pensa a un corso di “cultura religiosa e umanesimo” tra i 12 e 15 anni, a Lucerna, dove la formazione etica aconfessionale dovrebbe sostituire i corsi confessionali, e in Canton Ticino con la richiesta di Ir aconfessionale per tutti e un nuovo corso aconfessionale, “Opzione complementare religione”.