università" "
Dal 17 al 20 luglio 2003 a Roma ” “il simposio europeo ” “su "Università ” “e Chiesa in Europa", promosso dal Ccee ” “e dalla Cei” “
È iniziato in Europa il cammino di preparazione al simposio europeo “Università e Chiesa in Europa”, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) con la collaborazione della Commissione episcopale per l’educazione, la scuola, l’università della Conferenza episcopale italiana (Cei). Al simposio che si svolgerà a Roma dal 17 al 20 luglio 2003 sono attesi più di mille partecipanti tra vescovi, docenti, studenti, cappellani. Saranno presenti con proprie delegazioni anche le istituzioni politiche, i principali movimenti e associazioni cattoliche, gli istituti religiosi, rappresentanti di altre chiese e comunità cristiane. L’evento, primo nella storia dell’Europa, vuole essere un momento di riflessione sul dialogo tra Chiesa e Università; per questo nei giorni scorsi le Conferenze episcopali nazionali, in preparazione al simposio, hanno ricevuto un ‘Instrumentum laboris’. Il programma provvisorio del simposio e il documento sono disponibili sul sito www.universitas2000.org Un itinerario di ricerca. “Memoria storica, prospettiva culturale, responsabilità sociale, dimensione ecclesiale”: questi gli ambiti di ricerca esemplificati nel documento preparatorio del simposio, in cui “viene esplorata la vicenda delle Università in Europa nelle sue radici e nelle sue prospettive”. Ecco dunque l’importanza di “non obliterare la memoria storica”: è, infatti, dalla “esplorazione aperta del passato” che “l’Università trova motivo di testimonianza che si fa proposta culturale e progetto di civiltà”. Da questa ‘riscoperta’, viene sottolineato nell”Instrumentum’, “emerge la vocazione originaria dell’Università, chiamata ad essere luogo in cui prende forma l’apertura al sapere, la passione per la verità, l’interesse per la vicenda umana; luogo in cui la persona trova consistenza di progettualità nella sua dignità e nelle relazioni che la costituiscono e che si intrecciano nel complesso reticolo sociale di questo nostro tempo”. Chiesa e Università: un dialogo da approfondire. “La Chiesa – viene ribadito nel documento preparatorio – non avanza pretese egemoniche di nessun tipo” nei confronti delle strutture universitarie”. Ciò “non solo per rispetto delle legittime libertà di espressione e convinzione, ma per fedeltà alla propria natura e alla propria tradizione. Si impegna, piuttosto, in un servizio di umanesimo autentico”: categoria, in cui “la progettualità ecclesiale” può entrare in dialogo con “la visione accademica del sapere”. È questa, secondo quanto indicato nell”Instrumentum’, “una strada nuova da costruire con fatica, ma con grande speranza”. Soprattutto in questo momento delicato della vita dell’Europa – affermano gli organizzatori del simposio -, occorre perseguire questa cammino per “approfondire il dialogo sulle grandi questioni della civiltà e della nuova cittadinanza europea, la vita dell’uomo, i modelli di sviluppo economico, le forme dell’azione politica, gli assetti della convivenza sociale, il pluralismo culturale. Da questo dialogo potranno nascere modelli nuovi di sviluppo e una nuova socialità”. Fisionomia e modalità di una presenza. Nell”Instrumentum laboris’ vengono anche delineate alcune “modalità peculiari” della pastorale universitaria. “La pastorale universitaria – si legge – accoglie e valorizza le associazioni, movimenti e gruppi di fedeli che sono presenti e operanti negli ambienti universitari, secondo le loro diverse modalità”. A loro viene chiesta maggiore “attenzione alla dimensione internazionale, sempre più frequente negli itinerari formativi degli universitari (Erasmus, Socrates…)”. Per il documento “il cuore della pastorale universitaria è la cappella: luogo di incontro e di dialogo spirituale, ambiente di formazione personale e di gruppo, centro propulsivo di animazione culturale cristianamente qualificata”. Tra le nuove possibilità di presenza ecclesiale nelle Università l”Instrumentum’, riprendendo le parole del Papa, individua nei “laboratori della cultura”, i luoghi in cui “la testimonianza della fede può assumere una tipica valenza culturale”. ecumenismo