“I partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l’integrazione in seno all’Unione. Essi contribuiscono a formare una coscienza europea e ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione”. Così recita l’articolo 191 del Trattato CE, recentemente completato dalle disposizioni contenute nel Trattato di Nizza. Proprio in virtù dell’entrata in vigore di Nizza (I Febbraio 2003), la Commissione Europea ha adottato mercoledì scorso una Proposta di Regolamento relativo allo statuto ed al finanziamento dei partiti politici europei. Riprendendo un’analoga iniziativa di Jacques Delors del 1991, la proposta dell’Esecutivo intende destinare un importo annuale di 8,4 Milioni di Euro gestiti dal Parlamento Europeo per l’attività dei partiti politici rappresentati a livello comunitario. Vengono inoltre stabilite le norme minime per il loro riconoscimento e la relativa trasparenza di gestione: “Per risultare idoneo ad un finanziamento a carico del bilancio europeo, un partito deve essere rappresentato da membri eletti al Parlamento Europeo o presso parlamenti nazionali o regionali in almeno un terzo degli Stati membri. In alternativa, il partito deve avere ottenuto almeno il 5% dei voti espressi in occasione delle più recenti elezioni europee in almeno un terzo degli Stati membri. Per motivi di trasparenza, un partito europeo che riceve un finanziamento deve pubblicare ogni anno le proprie entrate e uscite e un prospetto dell’attivo e del passivo. Esso deve anche render nota l’identità dei donatori e l’ammontare delle rispettive donazioni. Il finanziamento europeo non può essere utilizzato per finanziare le campagne elettorali, né per il finanziamento diretto o indiretto dei partiti nazionali”. La proposta di regolamento passa ora all’esame del PE e del Consiglio per eventuali modifiche ed emendamenti.