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Con circa 1.000 casi all’anno, il suicidio rappresenta in Francia la seconda causa di mortalità dei giovani tra i 15 e i 20 anni, subito dopo i decessi per incidente stradale. A questa tragedia il Comitato episcopale per la salute ha dedicato una riflessione pastorale dal titolo “La prevenzione del suicidio negli adolescenti”. Pubblicata nel 2001, i vescovi francesi hanno deciso di rilanciarla in occasione della Giornata mondiale del malato che si è celebrata in tutto il mondo l’11 febbraio. Ciò che preoccupa l’episcopato francese è soprattutto l’entità del problema: dalle statistiche risulta infatti che sempre tra i 15 e i 20 anni, i numeri dei tentativi sono dieci volte superiori a quelli dei suicidi. Rispetto alle ragazze, il ricorso al suicidio è più frequente tra i ragazzi anche se le donne fanno più tentativi. A queste cifre, occorre poi aggiungere altri comportamenti che possono ugualmente definirsi “suicidi”: la velocità sulle strade, gli sport estremi, il consumo di droghe… “Il suicidio di un adolescente scrive il Comitato è ambivalente, perchè il gesto che può condurre alla morte può procedere paradossalmente da una attesa eccessiva dalla vita”. La prevenzione scrive il Comitato – passa da una attenta osservazione del giovane, “tentando di decifrare i segnali di sofferenza e tristezza”. Qui possono giocare un ruolo importante anche le parrocchie, i movimenti e le associazioni. Da un punto di vista più spirituale, si tratta di aiutare i giovani a capire che “la vita va accettata e vissuta nonostante le sue fragilità” e che “il dolore è in rapporto al mistero dell’esistenza umana. Questa esperienza, che porta sicuramente con sé una ferita, può tuttavia condurre a vivere un altro tipo di rischio: quello di avere fiducia nella vita”.