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” “"Se l’Europa ” “rinunciasse alle sue radici cristiane, per moltissimi cittadini non sarebbe più una patria" è il parere del metropolita Kirill” “” “

Costituzione europea: scaduto il 17 febbraio il termine per gli emendamenti. Al Segretariato sono pervenute in totale 653 proposte di emendamento, oltre un quarto riguardano i primi tre articoli: Istituzione dell’Unione, Valori dell’Unione, Obiettivi dell’Unione. Relativamente alla bozza dell’articolo 2 ed all’assenza del riferimento a Dio ed alla religione, il senatore della Repubblica Ceca Frantisek Kroupa, membro supplente, ha presentato un emendamento già presente nel documento-contributo dell’eurodeputato tedesco del Ppe Joachim Wuermeling “Riferimento alla religione nel trattato costituzionale”. L’emendamento propone di aggiungere al testo dell’art.2 (v. SirEuropa n.11 del 14.02) un riferimento ai valori di coloro che “credono in Dio come fonte di verità, giustizia, bene e bellezza”. A chiedere un riferimento ai valori della religione nella futura Costituzione Ue anche il rappresentante del Governo italiano nella costituente europea, Gianfranco Fini e il Ppe. La sessione plenaria della Convenzione del 26 e 27 febbraio prossimi prevede il dibattito sugli emendamenti e la presentazione di altri articoli. “Se l’Europa rinunciasse alle sue radici cristiane, per moltissimi cittadini non sarebbe più una patria”. E’ il senso di una lettera che il metropolita Kirill, presidente del Dipartimento affari esteri del Patriarcato di Mosca, ha inviato il 14 febbraio a Giscard d’Estaing, presidente della Convenzione sul futuro europeo, dopo aver letto il “progetto di testo” del Trattato che stabilisce una Costituzione europea. Secondo Mosca gli articoli proposti nel progetto di testo “lasciano scoperta un’ampia parte della cultura europea, quella religiosa, che ispira menti e cuori di molti politici, figure pubbliche, studiosi, artisti e gente comune del continente europeo. Un’Europa che rinuncia alla religione e in particolare alle sue radici cristiane è un’Europa che rinuncia ad essere patria per moltissime persone che vi vivono”. Il progetto di testo fissa valori fondamentali come la dignità umana, la libertà, la supremazia della legge, la tolleranza, la giustizia e la solidarietà che “non sono estranei – scrive Kirill – alla tradizione morale cristiana”. Ma la preoccupazione di Mosca è che questi valori possano essere utilizzati per sostenere, per esempio in sede di Parlamento europeo, le unioni omosessuali o l’uso indiscriminato del progresso scientifico soprattutto in materia di clonazione umana. ” La Chiesa ortodossa russa – conclude Kirill – sostiene gli sforzi di tutti gli organismi delle Chiese europee (Kek, Ccee, Comece) per la difesa e la promozione delle radici cristiane in Europa e in particolare chiede che nel progetto di testo per una Costituzione europea siano aggiunti un riferimento “all’eredità cristiana” ed un articolo che stabilisca “un meccanismo di consultazione tra le istituzioni europee e le comunità religiose dell’Unione”. “La laicità, la tolleranza, la libertà religiosa sono valori che la prossima Costituzione europea non potrà che accogliere e riconoscere”. Nel dibattito sulle radici cristiane dell’Europa interviene così Valerio Bortolin, preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (sezione di Padova). Nel corso di un recente convegno su “Identità religiose e progetto di costituzione europea”, il preside ha affermato che “l’accettazione piena della laicità non può significare assoluta indifferenza dello Stato verso le molteplici identità religiose, riduzione della religione a pura faccenda privata, senza alcuna rilevanza dal punto di vista sociale e politico”. “I valori laici della libertà, del rispetto per l’altro, della dignità di ogni uomo – ha proseguito – sono sorti all’interno di una cultura segnata dal cristianesimo. Ciò rimane vero anche nel momento in cui tale fondamento non è più riconosciuto. La capacità dell’Europa di dare ospitalità a differenti identità religiose non si realizza pertanto nonostante le sue radici cristiane ma proprio grazie ad esse”.