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Una politica ” “industriale più attiva e maggiore innovazione sono alcune delle ” “priorità dell’Agenda sociale per sindacati e industriali” “” “
All’indomani dell’adozione, il 12 febbraio scorso, da parte dell’Esecutivo della “Terza Relazione annuale sulla situazione dell’Agenda della politica sociale dell’Ue”, SirEuropa ha raccolto i pareri di sindacati ed industriali, in particolare del Segretario generale della Confederazione europea dei Sindacati, Emilio Gabaglio e dell’Unice, l’ Unione delle industrie della Comunità europea. Commissione: i progressi dell’agenda sociale. L’Esecutivo ha adottato mercoledì 12 febbraio la “Terza Relazione annuale sulla situazione dell’Agenda della politica sociale dell’Ue”. Presentando alla stampa il documento, il Commissario europeo per l’occupazione e gli affari sociali Anna Diamantopoulou ha affermato che “l’Agenda della politica sociale è lo strumento comunitario per il raggiungimento degli obiettivi, posti di lavoro più numerosi e migliori’ e ‘coesione sociale’, contenuti nella Strategia di Lisbona”. Diamantopoulou ha dichiarato che “gli Stati membri, il mondo dell’economia ed i sindacati sono troppo esitanti nel realizzare le riforme necessarie e si nascondono uno dietro l’altro allorché si tratta di affrontare gli obiettivi di Lisbona”. Il 19 e 20 marzo prossimi, infine, la Commissione organizza a Bruxelles una conferenza paneuropea per dibattere del presente e del futuro dell’Agenda sociale. Nel Marzo del 2000, il Consiglio Europeo si riunì a Lisbona per “concordare un nuovo obiettivo – meglio conosciuto come “La Strategia di Lisbona” – strategico per l’Unione al fine di sostenere l’occupazione, le riforme economiche e la coesione sociale nel contesto di un’economia basata sulla conoscenza”. La voce dei sindacati… “Vi sono due questioni rilevanti secondo Gabaglio – che si rifanno alla Comunicazione della Commissione sulle ristrutturazioni industriali. La prima è che l’Europa attraversa un periodo di profondi mutamenti industriali da gestire con formule adatte e in modo equilibrato. Vi è anche la questione della revisione della direttiva sui Consigli aziendali europei, le strutture permanenti di consultazione dei lavoratori introdotte cinque anni fa che in teoria dovrebbero servire a governare, anticipandoli, i processi: malgrado si tratti di un argomento contemplato dall’Agenda, la discussione sulla revisione dell’ormai inadeguata direttiva non è ancora all’ordine del giorno. La seconda questione concerne la politica industriale. Bisogna mettere in campo una politica industriale più attiva, grazie agli strumenti dell’Ue (riorientamento del Fondo Sociale e degli altri Fondi Strutturali, fondi per la ricerca e lo sviluppo tecnologico), per sostenere i processi di riconversione. “Altri punti dell’Agenda sociale sono positivi – conclude il sindacalista – penso alle disposizioni per lo stress lavorativo o per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro. …e quella degli industriali. Secondo l’Unice “gli obiettivi di Lisbona di un aumento della crescita e dell’occupazione possono essere raggiunti solo attraverso il canale delle imprese”. Le industrie europee, infatti, considerano prioritaria la revisione della politica comunitaria per le imprese e la costituzione di un ambiente economico più favorevole: “è indispensabile afferma l’Unice -favorire l’innovazione e la capacità dell’industria di creare posti di lavoro, anche perché gli Usa crescono più rapidamente e con tassi di occupazione e produttività maggiori”. Secondo Georges Jacobs, presidente di Unice, “le imprese generano crescita, colgono le nuove opportunità, danno valore aggiunto a prodotti e servizi, permettono il mantenimento e la creazione di occupazione. Per raggiungere gli obiettivi di Lisbona, occorre concentrarsi sulle imprese”. Inoltre, Unice ha presentato di recente le cinque priorità dell’industria europea per il prossimo Vertice Ue dedicato ai temi sociali: rafforzare l’imprenditorialità; realizzare l’innovazione; liberare il mercato unico; assicurare l’efficienza delle risorse umane; perseguire lo sviluppo sostenibile.