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Più voce al Comitato” “

Europa sociale e poteri delle Regioni: ” “anche di questo si è discusso nella XIV sessione della Convenzione” “” “” “

“La gravita’ degli avvenimenti internazionali ha fatto passare in secondo piano alcuni punti dell’ordine del giorno”. Cosi’ ha aperto Valery Giscard d’Estaing la conferenza stampa di chiusura della XIV sessione della Convenzione. Europa sociale e poteri delle Regioni. I due argomenti chiave dell’agenda, sono in effetti stati oscurati a causa della crisi irachena ma soprattutto in ragione della presentazione da parte del Presidium della Convenzione della bozza dei primi sedici articoli della futura Costituzione europea (il termine “Trattato costituzionale” fin qui utilizzato non compare più). Europa sociale. La Convenzione ha avuto modo di esaminare ed approvare la relazione del gruppo di lavoro “Europa sociale” presieduto da Giorgos Katiforis, eurodeputato e rappresentante del Governo ellenico. Registrato un ampio consenso su valori ed obiettivi della politica sociale (tra gli altri, dignità umana, giustizia sociale, solidarietà, promozione della piena occupazione, economia sociale di mercato e qualità del lavoro), pare ormai assodato che l’Unione avrà in materia sociale competenze di sostegno alle politiche nazionali degli Stati membri; l’unica nuova competenza in capo all’Unione, condivisa con gli Stati, riguarderà con ogni probabilità la salute pubblica. Il dibattito in Convenzione verterà in futuro sulle modalità di esercizio di tale competenze, in particolare sull’estensione del voto a maggioranza qualificata per settori relativamente ai quali è nota la riluttanza dei Governi ad abbandonare il diritto di veto. Regioni. Il dibattito sulle Regioni si e’ cristallizzato su tre punti: la necessità di riconoscere formalmente l’esistenza delle Regioni nella futura Costituzione; la revisione della composizione e del ruolo consultivo del Comitato delle Regioni (CdR); l’eventuale estensione della facoltà di ricorrere presso Corte di Giustizia al CdR, alle Regioni e/o alle collettività territoriali in caso di violazione del principio di sussidiarietà. Come è noto, la posizione di Giscard prevede che siano le Costituzioni dei singoli Stati membri a definire ruolo e competenze delle Regioni: le modalità di partecipazione di queste ultime al processo decisionale comunitario e la possibilità di adire la Corte di Giustizia sarebbero in questo modo regolate dal diritto interno che l’Ue rispetterebbe. L’orientamento generale emerso in Convenzione indica che il Comitato delle Regioni dovrebbe essere titolare del diritto di ricorso alla Corte di Lussemburgo, senza peraltro divenire Istituzione a pieno titolo dell’Unione (preoccupazione a riguardo è stata espressa dal Presidente del CdR, il socialista inglese Albert Bore, sindaco di Birmingham). Infine, i Convenzionali intendono inserire nel futuro Trattato delle clausole che obblighino le Istituzioni comunitarie a prendere in maggiore considerazione i pareri del Comitato.