" "africa-europa

” “Incontrarsi a Lisbona” “” “

Nel prossimo aprile ” “in Portogallo due incontri europei "con l’Africa" preceduti da un colloquio Comece di fine febbraio” “” “

Il 27 e il 28 febbraio la Comece (Commissione degli episcopati della comunità europea) in collaborazione con il Simposio delle Conferenze episcopali dell’Africa e del Madagascar ( Sceam) terrà a Lisbona un colloquio dal titolo “L’Africa e l’Unione europea: partner nella solidarietà”. Tra i partecipanti circa 50 vescovi dei due continenti, rappresentanti delle agenzie di sviluppo legate alla Chiesa (Caritas Europa, Cidse, Pax Christi), esponenti del mondo accademico, politico e della comunicazione. Anche Caritas Europa, Pax Christi e Cidse (Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la solidarietà) terranno a Lisbona dal 4 al 5 aprile un summit sul tema “Dal Cairo a Lisbona: Ue e Africa insieme per una nuova solidarietà”. I tre organismi, in una nota diffusa in vista dell’appuntamento, affermano che “la povertà e la miseria dell’Africa non sono più accettabili E’ quindi tempo per l’Europa di assumere le sue responsabilità ed iniziare un’azione decisiva. Sebbene l’Europa abbia compiuto alcuni passi nella giusta direzione molti di più deve farne ora”. I due incontri sono alla vigilia del vertice (biennale) “Ue-Africa” che si terrà sabato 5 aprile ancora a Lisbona per iniziativa del Consiglio dell’Unione europea. Nel programma operativo 2003 dello stesso Consiglio, le presidenze greca e italiana dopo aver affermato che “le relazioni dell’Ue con l’Africa godranno in generale di una ripresa”, indicano le aree a cui dedicare la maggior attenzione: Grandi Laghi, Corno d’Africa, Sudan, Costa d’Avorio, Zimbabwe. Gli appuntamenti prossimi saranno dunque l’occasione per valutare le iniziative Ue, finanziate soprattutto dal Fondo europeo di sviluppo, e nello stesso tempo la collaborazione tra le Chiese africane e quelle europee: in entrambe le direzioni, cercando possibili punti di contatto, si programmeranno nuove collaborazioni. La nascita di Sceam (Accra, Ghana), una delle “riunioni internazionali” più importanti per la vita ecclesiale africana, risale al Concilio Vaticano II quando i vescovi di Africa e Madagscar ritennero indispensabile coordinarsi per offrire un contributo comune allo stesso Concilio. Il Simposio iniziò l’attività nel 1969 in occasione della prima visita pastorale di Paolo VI in Uganda. E’ coordinato da un Comitato permanente composto da un Presidente (attualmente l’arcivescovo di Kisangani – Repubblica democratica del Congo – mons. Monsengwo Pasinya), due vicepresidenti ed un membro di ognuna delle conferenze episcopali regionali del continente. Segretario è padre Peter Lwnaninda. Dopo l’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l’Africa (1994-’95) lo Sceam è divenuto sempre più un punto di riferimento per le Chiese africane e questo viene sottolineato anche nella nota pastorale del 2001 “Cristo è nostra pace. La Chiesa famiglia di Dio, luogo e sacramento di perdono”. L’assemblea plenaria del Simposio, aveva detto nel Giubileo Giovanni Paolo II, è “un momento privilegiato per confermare l’opzione della Chiesa come famiglia di Dio, espressione particolarmente appropriata della natura della Chiesa per l’Africa e per determinarne con maggior precisione le scelte in vista di una pastorale più rispondente alle attese di oggi”.