Il ruolo delle Regioni nell’Ue” “

Il dibattito sul ruolo e le funzioni degli Enti locali nell’ambito del processo decisionale comunitario occupa una posizione preminente nel quadro della riforma istituzionale dell’Unione Europea. Se da un lato il Trattato di Maastricht del 1992 aveva istituito il Comitato delle Regioni, organo consultivo incaricato di esprimere pareri sulle proposte legislative dell’Esecutivo, proprio per dar voce alle comunità territoriali, dall’altro la reticenza delle Amministrazioni centrali a coinvolgere i livelli inferiori nei negoziati comunitari ha condotto ad una situazione nella quale le Regioni stesse – in particolare quelle dotate di poteri costituzionali – faticano a rappresentare le proprie esigenze. Il problema sussiste sia per le Regioni che appartengono a Stati federali (Germania, Belgio, Austria), sia per le Regioni di Stati cosiddetti semifederali (Spagna, Italia) o di Stati che gestiscono le relazioni con la Comunità secondo un metodo centralista (Francia, Grecia, Regno Unito), al punto tale che la “lobby regionalista” molto attiva a Bruxelles ha lanciato ripetuti e preoccupati campanelli d’allarme. Il Parlamento Europeo ha di recente approvato la relazione di Giorgio Napolitano sul ruolo dei poteri regionali e locali nella costruzione europea, nella quale si sottolinea come la futura Costituzione europea dovrà tenere in considerazione il “ruolo chiave che le collettività locali svolgono per la democrazia partecipativa e per il conseguimento degli obiettivi dell’Unione”. La prossima seduta plenaria della Convenzione sarà dedicata alla discussione sulla “dimensione regionale e locale in Europa”.