Con le elezioni del 22 gennaio democristiani e socialdemocratici tornano a ‘guidare’ il Parlamento olandese. Al democristiano, nonché premier uscente Jan Peter Balkenende, va la maggioranza relativa dei seggi, 44 su 150, bloccando, di fatto, la rimonta dei socialdemocratici di Wouter Bos, che salgono da 23 a 42 seggi. Appare, dunque, sempre più probabile la formazione di una grande coalizione di centrosinistra per garantire un governo all’Olanda. Da registrare il crollo della Lista Pim Fortuyn (Lpf), il leader populista ucciso da un fanatico ecologista qualche giorno prima del voto del 2002, che da 26 seggi passa a 8. Questa tornata elettorale è stata seguita con attenzione dalla Conferenza episcopale olandese, anche se, afferma il suo portavoce, Peter Kohnen, “non rilascia nessun genere di commento sui risultati”. Tuttavia, ricorda “i vescovi inviano una lettera a colui che è incaricato di formare il nuovo Governo, in cui si ricordano i temi cari alla Chiesa come, ad esempio la difesa della vita, il rafforzamento della famiglia, il no all’eutanasia”. Sarà la regina d’Olanda, Beatrice, a scegliere chi dovrà formare il nuovo Governo. Normalmente la scelta ricade sul leader del partito più grande e in questo caso dovrebbe essere il democristiano Jan Peter Balkenende.