Germania-Francia: insieme contro la guerra” “

Con una manifestazione solenne Francia e Germania hanno ricordato il 22 gennaio scorso a Parigi il 40° anniversario del Trattato dell’Eliseo, firmato nel 1963 da De Gaulle e Adenauer per sancire una unione più stretta tra i due Stati dopo secoli di conflitti e guerre. La solennità delle celebrazioni non hanno però impedito ai presidenti di Francia e Germania, Jacques Chirac e Gerhard Schroeder, di prendere una posizione forte nei confronti della crisi internazionale. Hanno infatti ribadito che sulla guerra contro l’Iraq i due Stati danno “un giudizio identico”; che “le decisioni spettano al Consiglio di Sicurezza, dopo aver ascoltato gli ispettori” e che “la guerra è sempre la peggior soluzione”. “Quello che mi ha maggiormente colpito – commenta padre Marc Feix, cappellano presso il Ceas (Centro di azione sociale) e delegato episcopale per gli affari europei della diocesi di Strasburgo – è stata soprattutto la reazione negativa e immediata degli Stati Uniti alle dichiarazioni di Schroeder e Chirac. Ma sono contento che la posizione franco-tedesca non sia stata ben accolta da Washington. Significa che finalmente l’Europa ha fatto sentire in modo chiaro la sua voce e che forse si sta cominciando a mettere in discussione la pretesa degli Usa di agire da soli”. Immediata è stata anche la reazione inglese: da Londra Tony Blair ha fatto sapere che la Gran Bretagna è pronta ad intervenire anche senza l’ok dell’Onu. “La Gran Bretagna – commenta padre Feix – sta procedendo su una via a parte ed ha sempre dimostrato, anche attraverso le dichiarazioni del suo primo ministro, l’intenzione del Paese di seguire in tutto le posizioni degli Stati Uniti. Significa che c’è una forte dissonanza tra gli Stati membri dell’Europa che va superata”. In occasione del 40° anniversario del Trattato dell’Eliseo sono scese in campo anche le Chiese cristiane: in un comunicato congiunto i presidenti delle Conferenze episcopali di Francia e Germania, mons. Jean-Pierre Ricard e il card. Karl Lehman hanno invitato i loro rispettivi governi a giocare un “ruolo guida nell’Unione Europea”. Dal cristianesimo – scrivono – l’Europa ha ereditato valori come “l’inviolabilità della dignità umana, il riconoscimento della libertà e la volontà a lavorare per la solidarietà e la giustizia”. “Sono questi valori – si legge nel messaggio – che hanno ispirato il modello di società europea ed è sulla loro base che possiamo oggi continuare il processo di integrazione”. Anche il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk) e le Settimane sociali di Francia (Ssf) hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui chiedono che la futura Costituzione europea esprima “la volontà degli europei a vivere nella pace”.