La XIII sessione plenaria della Convenzione per il futuro dell’Europa ha affrontato per la prima volta il tema della riforma dell’architettura istituzionale dell’Unione. Il dibattito ha avuto come fulcro il documento franco-tedesco che suggerisce l’elezione di un Presidente del Consiglio Europeo “di lunga durata” (da 2,5 a 5 anni). Una proposta che non ha tuttavia suscitato grandi consensi, eccezione fatta per i rappresentanti dei Governi di Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia. Tiene ancora banco la questione dell’eventuale inclusione nel Trattato costituzionale di un riferimento alle radici cristiane dell’Europa ed all’eredità delle religioni. A riguardo si registra la presa di posizione del Ministro degli Esteri spagnolo e membro del Presidium della Convenzione Ana de Palacio che ritiene “non necessario” un richiamo diretto a Dio ed alle religioni anche se “l’Europa deve molto alla tradizione giudaico-cristiana; si potrebbe pertanto inserire un tale riferimento nel Preambolo della Costituzione”.