unione europea" "
Con la proposta ” “franco-tedesca di ” “doppia presidenza nell’Ue è in ” “discussione il modello federalista e quello intergovernativo” “” “
In merito ai lavori della sessione ed in particolare alla proposta franco-tedesca di doppia presidenza dell’Unione, SirEuropa ha incontrato Giorgos Katiforis (PSE), membro del Presidium e rappresentante del Governo greco (Presidente di turno dell’UE), e Ana de Palacio , che rappresenta in Convenzione il Governo spagnolo in qualità di Ministro degli Esteri. On. Katiforis, qual è il suo commento alla sessione e alla proposta franco-tedesca? “L’ordine del giorno della Convenzione prevedeva la prima discussione sulle questioni istituzionali: l’organizzazione delle Istituzioni comunitarie ed il relativo processo decisionale. In questo ambito si è inserita la proposta franco-tedesca che si basa, da un lato, sull’elezione di un Presidente del Consiglio Europeo permanente (per un periodo di due anni e mezzo rinnovabile) e sul conseguente conferimento di grandi poteri al Consiglio, e dall’altro sulla nomina e l’elezione del Presidente della Commissione da parte dell’Europarlamento. Una “doppia Presidenza”, quindi. Su tale proposta, il primo giorno di sessione vi sono stati 7 interventi a favore, 7 che definirei neutrali e ben 40 contrari. A mio parere, la proposta è pericolosa perché rischia di indebolire le prerogative della Commissione esecutiva implicando un ritorno al metodo intergovernativo che ha ripetutamente mostrato i propri limiti. E poi si tratta di una limitazione anche per i piccoli Stati, tanto gli attuali membri quanto quelli dell’allargamento. Con poche singole eccezioni di singoli convenzionali, i grandi Paesi (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) hanno mostrato di fare blocco sulla proposta. A loro si aggiunge la Svezia ed in buona parte anche la Danimarca che ha nell’attuale Premier Rasmussen un potenziale candidato alla “superpresidenza” del Consiglio. Il resto dei Governi e dei Convenzionali non mi pare abbia mostrato grande entusiasmo”. On. De Palacio, qual e’ il suo parere sulla proposta congiunta? E’ prevedibile uno scontro tra Paesi grandi e piccoli sulla doppia presidenza? “E’ una proposta interessante. In Convenzione siamo tutti d’accordo sulla necessità di raggiungere una Presidenza più stabile del Consiglio ed al mantenimento del triangolo istituzionale Consiglio, Parlamento, Commissione e dell’equilibrio tra questi organi. Per quanto concerne la seconda parte della domanda, ritengo che il documento ricerchi proprio questo equilibrio tra grandi e piccoli, tra federalisti e fautori del metodo intergovernativo. Non si può pensare di sbarazzarsi in toto di uno dei due aspetti. La prima reazione alla proposta è stata emotiva: dopo un’analisi più approfondita si capirà che un Consiglio stabile significa risolvere buona parte dei problemi istituzionali dell’Unione. Piuttosto, dovremo concentrarci sull’aspetto più delicato della questione ovvero della giusta relazione tra il Presidente del Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio Affari Generali ed il futuro Ministro degli Esteri dell’UE. Penso infine che il ruolo della Convenzione e dei singoli Convenzionali sia distinto da quello degli Stati membri: se vogliamo che il nostro lavoro abbia successo, dobbiamo essere realisti e concentrarci su ipotesi che saranno accettate dalla Conferenza intergovernativa”.