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L’euro sta diventando sempre più una moneta forte a livello mondiale anche se restano sul tappeto problemi, come l’aumento dei prezzi, che penalizzano specialmente le fasce più deboli della popolazione” “” “
Un bilancio dell’ingresso dell’euro in Europa viene tracciato per SirEuropa da Juan Velarde Fuertes , docente di economia spagnola all’Università Complutense di Madrid. Ad un anno di distanza dall’ingresso dell’euro, quali effetti positivi? “Due sono gli aspetti positivi più importanti: il primo, è dato dal fatto che, automaticamente, in un momento di crisi del ciclo economico, con l’ingresso dell’euro si è prodotto un impatto forte nel sistema produttivo, per cui questa crisi avrebbe potuto essere più profonda; il secondo effetto è che in questo momento la politica monetaria condotta dai diversi Paesi ha guadagnato in autonomia e pertanto può essere molto più adeguata all’andamento complessivo della vita economica europea”. E quelli negativi? “All’interno dei meccanismi di direzione economica dell’Europa, riguardano il ruolo della Germania, che ha un peso speciale nel continente. In passato già nel vecchio sistema monetario europeo si era creata un area del marco tedesco. In questo momento, a seguito dell’introduzione dell’euro, la Germania trasmette con una forza grandemente superiore agli altri Paesi europei i suoi problemi di politica economica. In una certa misura l’euro è al servizio della Germania. La seconda questione è un po’ più complessa: l’unione dei mercati fa aumentare la competitività e tutti i Paesi, per mantenersi competitivi, hanno dovuto aumentare la produttività. Automaticamente si è prodotto un fenomeno: in quei settori che non presentano problemi di competitività i lavoratori chiedono degli aumenti salariali, per cui la media degli incrementi salariali in ogni nazione è superiore a quella della produttività”. Poi ci sono effetti ancora da interpretare… “Sì, l’euro è diventata una moneta forte a livello mondiale e compete con il dollaro, che da un po’ di tempo, in seguito ai problemi economici degli Stati Uniti, si sta deprezzando. Questo dato può essere letto in positivo o in negativo: il positivo è che l’euro sta diventando sempre di più una moneta internazionale di riserva; dall’altro lato, però, sul mercato mondiale questo rende i prodotti europei meno competitivi rispetto ai prodotti dei Paesi extraeuropei”. In tutta Europa ci sono stati dei rincari. A risentirne sarà la popolazione più povera… “Certo l’equilibrio sociale risulta alterato perché l’aumento dei prezzi, tra gli altri effetti, penalizza maggiormente le persone con rendite fisse piuttosto che chi dispone di rendite flessibili che si adeguano in relazione ai prezzi, ad esempio gli imprenditori. Le rendite fisse come le pensioni, gli investimenti, gli stipendi sono le più colpite”. In fin dei conti, gli europei sono contenti o no dell’euro? “In alcuni Paesi la maggior parte della popolazione continua a pensare che con la vecchia valuta era meglio. Continuare a fare paragoni tra il costo di un prodotto in vecchia valuta e in euro è uno sforzo mentale che infastidisce. Si dovrebbe pensare in euro, invece molti negozi continuano a mettere i prezzi nelle due valute. Una parte della popolazione maggiormente informata ormai ignora la vecchia valuta e si è resa conto dei vantaggi dell’euro: è contenta della nuova moneta perché è convinta che se avessimo continuato a tenere un’autorità monetaria che doveva difendere solo la vecchia valuta, probabilmente l’impatto dell’inflazione avrebbe provocato una situazione di crisi”.