Spagna, preghiera ecumenica contro la tortura” “

“Nessuno verrà sottomesso a tortura né a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti”. È il quinto articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani firmata 55 anni fa, ed è anche la preghiera recitata il 9 dicembre a Barcellona durante l’incontro ecumenico di preghiera per i diritti umani. Questa veglia di preghiera nel tempio evangelico di San Paolo a Barcellona ha avviato le celebrazioni per la Giornata mondiale dei diritti umani (10 dicembre) ed ha riunito persone delle diverse confessioni: cattolici, protestanti – evangelici in maggioranza – e ortodossi. La preghiera è stata animata dall’Azione dei cristiani contro la tortura (Acat), un’associazione ecumenica mondiale che lotta per abolire la tortura e la pena di morte. Nell’incontro sono stati esposti casi concreti di tortura e si è pregato per le persone torturate che i membri dell’associazione conoscono personalmente. L’Acat svolge un’attività chiamata “appelli urgenti” che consiste nell’inviare lettere di protesta ai governi che violano i diritti umani. I membri mantengono anche contatti con persone detenute. In Spagna l’associazione esiste dal 1984 e a livello mondiale la Fiacat, come federazione, ha statuto consultivo nelle Nazione Unite. “Come cristiani ci impegniamo per lottare a favore di un mondo senza tortura, perché questo flagello è incompatibile con la dignità umana”, dicono i membri dell’Acat, perché “nel Vangelo troviamo la nostra forza per l’azione”.