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Il rapporto della "Commissione Stasi" sulla laicità dello Stato” “
E’ stato presentato giovedì 11 dicembre in Francia il rapporto della Commissione Bernard Stasi che aveva il compito di ascoltare e prendere in esame i pareri dei cittadini francesi sulla laicità dello Stato, alla luce del dibattito che si è aperto in Francia a causa di una presenza sempre più numerosa nel Paese di comunità di fedi e culture diverse. Una laicità intransigente e rispettosa. “Sì – scrive Bernard Stasi nell’introduzione del rapporto – gruppi di estremisti sono all’opera nel nostro Paese”, e si muovono anche per “spingere i giovani a rifiutare la Francia e i suoi valori. La congiuntura internazionale e, in particolare il conflitto in Medio Oriente, contribuisce ad aggravare la tensione e a provocare scontri in alcune delle nostre città”. In questo contesto, molti cittadini francesi chiedono maggiore “autorità” da parte dello Stato, in particolare nelle scuole. I risultati della Commissione riflettono “la diversità delle convinzioni politiche, religiose e filosofiche del Paese”. Ma riafferma anche in modo unanime la visione di una laicità che sia “al tempo stesso intransigente nell’applicazione dei principi della Repubblica e rispettosa delle fedi religiose e filosofiche”. Sull’argomento, il Consiglio delle Chiese cristiane aveva scritto un messaggio comune al presidente della Repubblica chiedendo che lo Stato si facesse garante della libertà di religione e promotore di una reale integrazione, a partire dalle periferie delle città. Per il vivere comune e la pace sociale. Secondo mons. Stanislas Lalanne, segretario generale della Conferenza episcopale dei vescovi francesi, il documento della Commissione Stasi “è denso e chiede di essere studiato. A una prima lettura, ci sembra guidato dalla doppia preoccupazione di vigilanza e accoglienza, condizioni essenziali per favorire il vivere comune e la pace sociale”. La Chiesa cattolica francese però valuterà la pertinenza delle proposte solo quando le condizioni di messa in opera saranno decise. Riunita in consiglio episcopale, anche l’ arcidiocesi di Strasburgo ha diffuso una nota, soffermandosi in particolare sullo statuto scolastico dell’Alsazia. La Chiesa diocesana approva la proposta fatta dalla Commissione di prevedere “nel quadro scolastico corsi di religione specifica per gli studenti di religione musulmana” ma chiede di programmare in modo serio “corsi alternativi di insegnamento per gli studenti che hanno chiesto di essere dispensati dall’insegnamento religioso”. Una formazione adeguata degli insegnanti. Anche la Federazione protestante di Francia ha salutato positivamente il lavoro della Commissione che “ha permesso si legge in una nota – di chiarire i principi della laicità nella Francia del 21° secolo. Il rapporto conferma che la laicità dà spazio a tutte le religioni conferendo loro gli stessi diritti e doveri”. La Federazione apprezza il modo con cui la Commissione ha affrontato la questione della laicità, ribadendo il principio del “vivere insieme” nella società e, in particolare nella scuola, partendo dalla “lotta rafforzata contro il razzismo e l’antisemitismo”, dall’accoglienza della “diversità alimentare” e dal “riconoscimento simbolicamente forte dei nuovi giorni di ferie per gli studenti” di altre fedi. La Federazione protestante sostiene anche la proposta di introdurre l’Islam nell’insegnamento religioso in Alsazia e Moselle, “nella misura in cui sia garantita la libertà di scegliere o meno tale insegnamento”. A questo riguardo però la Federazione auspica “una formazione adeguata degli insegnanti”.