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Le elezioni legislative in Russia, seguite il giorno dopo dagli attentati kamikaze nel cuore di Mosca, monopolizzano l’attenzione dei principali quotidiani internazionali. Steve Lee Myers, sull’ Herald Tribune (10/12), collega i due avvenimenti, e osserva: “Nelle elezioni di domenica, i votanti russi hanno assegnato una vittoria convincente al partito a favore del Cremlino, che si è impegnato a sostenere gli sforzi di Putin per offrire sicurezza e stabilità in Russia. Ma le bombe di martedì, come quelle precedenti, hanno messo in evidenza le difficoltà delle forze di sicurezza di Putin nell’affrontare e porre fine agli attentati suicidi, perfino nel centro di Mosca, massicciamente presidiato dalle forze di polizia”. “Il terrorismo torna a insanguinare la capitale russa due giorni dopo il trionfo elettorale del partito di Putin”, è il commento di Luigi Geninazzi sul quotidiano cattolico italiano, Avvenire (10/12): “solo pochi giorni fa – sottolinea l’autore dell’articolo – i servizi d’intelligence europei avevano messo in guardia i colleghi russi da possibili attentati ad opera di giovani donne kamikaze addestrate dalla fazione islamica della guerriglia cecena”. Di una “sconfitta” dei “liberali” russi parla, invece, Natalie Nougayréde su Le Monde (10/12): “Lo scacco dei liberali, quindici anni dopo la glasnost e la perestroika – scrive – può spiegarsi grazie alle loro divisione di fronte ad un potere, che ha agito, nei massi media, nei tribunali, come un rullo compressore. Ma anche a causa dei loro innumerevoli compromessi e passi indietro, tutti tollerati, talora applauditi dagli Occidentali”. Secondo La Croix (9/12), la Russia ha votato “per i nazionalisti”, grazie ad “una virata verso una destra patriota, vendicativa e populista ,che ha capitalizzato la collera verso i nuovi ricchi accusati di aver depredato il paese”. Molti commenti tedeschi sono dedicati alle vicende legate al vertice sulla costituzione europea. “Salta all’occhio il fatto che Germania, Francia ed Italia si siano accordate sulla formula secondo cui non dovrà esserci un accordo “ad ogni costo”, osserva la Frankfurter Allgemeine Zeitung (8/12). “Lentamente si fa strada la sensazione che la coppia franco-tedesca abbia segretamente abbandonato l’idea che con 25 o più membri l’Ue possa essere qualcosa di più di una zona di libero scambio più ampia”. “Negli ultimi tempi, Chirac e Schröder si sono cullati troppo spesso nell’illusione che un compromesso tra i Grandi dell’Ue sia tutto ciò che serve per riportare il Vecchio mondo sulla strada giusta “, scrive la Süddeutsche Zeitung (10/12). “Se ne accorgeranno quando a fine settimana, a Bruxelles, litigheranno uniti per la costituzione europea”. “Mentre Schröder e Chirac concordavano ieri a Parigi la loro strategia, anche nella capitale dell’Europa, i protagonisti affilavano i coltelli per la grande battaglia sulla costituzione”, annota Die Welt (10/12). Sull’argomento, il settimanale Der Spiegel (8/12) commenta: “L’esito del vertice di Bruxelles è ancora aperto. Se la costituzione dovesse fallire, ancora prima della realizzazione dell’allargamento ad est verrebbe dimostrato che un’Unione di 450 milioni di Europei non è flessibile e capace di agire. La conseguenza praticamente inevitabile sarebbe una spaccatura nell’Ue. Un nucleo europeo costituito da Paesi disposti all’integrazione manderebbe avanti un’unione politica bloccata temporaneamente dall’Unione nel suo complesso”. Mario Soares scrive sul quotidiano spagnolo “ La Vanguardia” ( 7/12) che “il panorama geostrategico attuale nel mondo non apporta fiducia ne sicurezza, anzi, si avverte un pessimismo profondo e una esasperazione generalizzata”. Allo stesso tempo, aggiunge, “siamo di fronte ad una rivoluzione pacifica di fronte alla quale non bisogna essere indifferenti visto che avrà conseguenze positive in questo nostro mondo cosi afflitto”. “Germania e Italia si uniscono contro la Spagna nell’Ue”. Cosi si legge su “ El Periodico” ( 8/12) in riferimento al rifiuto della proposta spagnola di non modificare il sistema di voto concordato nel Trattato di Nizza. Sulle pagina del quotidiano “ ABC” ( 8/12) si legge invece che “Aznar si aspetta flessibilità da parte di Bruxelles”. Il presidente del governo spagnolo si mostra convinto che con “intelligenza, volontà e flessibilità” sarà possibile ottenere un accordo sul sistema di votazione nel Consiglio di Europa. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1256 N.ro relativo : 86 Data pubblicazione : 12/12/2003