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Ma è solo l’inizio” “

A Roma la chiusura dell’Anno ” “europeo delle persone con disabilità” “

Le donne e gli uomini prima delle parole. La conferenza di chiusura dell’Anno europeo delle persone con disabilità, svoltasi a Roma dal 5 al 7 dicembre, è stata anzitutto una grande convention con 500 delegati, decine di interventi e di testimonianze: al centro dell’attenzione c’erano i portatori di handicap, con le aspirazioni, i problemi, le storie di ogni giorno, messe a confronto con le azioni comunitarie e le politiche nazionali volte all’inclusione sociale e alla rimozione di ogni tipo di barriera: architettonica, sociale, psicologica. Una conferenza che avrebbe peraltro meritato maggiore attenzione da parte dei mass media europei. “Un anno speciale, ma è solo l’inizio”. Tutti i relatori hanno sottolineato che l’Anno europeo 2003 deve essere solo l’inizio di un impegno costante nell’ambito dell’Unione per tutelare i diritti delle persone con disabilità e per incoraggiare “buone prassi” nell’ambito della famiglia, del lavoro, della scuola, dello sport. “La solenne conferenza di chiusura dell’Anno europeo delle persone con disabilità – ha affermato Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica italiana, in un messaggio rivolto ai partecipanti – sottolinea l’impegno degli Stati membri e delle istituzioni europee per il pieno riconoscimento dei diritti di questi cittadini. Il confronto e le azioni comuni sono essenziali per promuovere e consolidare una nuova cultura dell’handicap che ne valorizzi il contenuto di ricchezza sociale e di potenzialità per la crescita collettiva”. Odile Quintin, direttore generale per l’impiego e affari sociali della Commissione, ha ricordato che “l’Anno europeo ha consentito il riconoscimento di tante diversità e di differenti abilità, con l’impegno a rimuovere gli ostacoli che si frappongono nella vita delle persone con handicap. Si è anche insistito sul fatto che i problemi legati alle disabilità possono riguardare ciascuno di noi nelle varie fasi della vita”. In questo senso l’Unione è intervenuta negli ultimi anni a livello legislativo mediante l’approvazione dell’articolo 13 del Trattato di Amsterdam (anti-discriminazione), della direttiva numero 78 del 2000 (tutela sul luogo di lavoro) e con una serie di politiche a tutela dei disabili. Esperienze positive e voci critiche. Marie Thèrèse Kempneers, vice presidente del Forum europeo sulle disabilità (Edf), ha affermato che questi dodici mesi “ci hanno forse posto nella giusta direzione per affrontare i problemi dell’handicap, a cominciare dalla lotta alle barriere architettoniche alla difesa dei diritti nel campo della famiglia e del lavoro”. La “spinta europea” servirà a incoraggiare gli Stati membri dell’Ue e quelli candidati “ad attivarsi per tutelare i diritti con leggi adatte”. Naturalmente non sono mancate le voci critiche e la denuncia “delle insensibilità, delle carenze a livello normativo o amministrativo, della scarsa informazione sui temi dell’handicap”. In questo senso è intervenuto, ad esempio, Cabra da Luna, segretario generale del Comitato europeo economico e sociale: “A che cosa servono i diritti sulla carta se poi essi non trovano applicazione nell’esperienza di tutti i giorni?”. Mentre Donald Tait (Commissione), riassumendo le migliaia di manifestazioni, ricerche e pubblicazioni promosse quest’anno, ha ribadito che “si sono mobilitate molte energie, ma si sarebbe potuto fare di più. E’ ancora lungo il cammino per assicurare ai disabili gli stessi diritti e le medesime opportunità di cui godono gli altri cittadini”. “Tutti dobbiamo cambiare mentalità”. Il ministro inglese per le persone con disabilità, Maria Eagle, ha ricordato “che i disabili ancora oggi non sono messi in grado di dare il loro specifico contributo alle nostre società, alle nostre economie. E i nostri Paesi hanno bisogno del loro protagonismo”. Così come “non basteranno le migliori leggi per assicurare pari dignità ai disabili se non opereremo un profondo cambio di mentalità in ognuno di noi”. Yannis Vardakastanis, presidente dell’Edf, ha sostenuto che “questo Anno europeo è stato un’opportunità storica per migliorare la situazione delle persone con disabilità”. In chiusura è stata annunciata una nuova direttiva europea sulla disabilità.