NATALE 2003" "

Dov’è il fuoco, dov’è la fiamma?” “

Dalla rivista Etudes un pensiero sullla Chiesa” “” “

“La Chiesa cattolica. Vecchia o giovane? Moribonda o vivace? Interessante o irritante?” Con questi interrogativi si apre l’editoriale del numero di dicembre della rivista di cultura contemporanea “Etudes”. Françoise Le Corre , caporedattore aggiunto, si sofferma sulla ridondanza di “immagini, statistiche, indagini sociologiche, inchieste, entusiasmi e riserve, domande e risposte” offerte dai media “accorsi al capezzale della Chiesa in occasione del giubileo di Giovanni Paolo II e la beatificazione di Madre Teresa”. Immagini e parole “di cui la fede si stupisce e soffre”. Domande che, osserva Le Corre, “mancando il bersaglio, rimanendo esteriori come qualcosa che gira intorno senza la vera intenzione o la possibilità di mirare al centro”, esprimono “la difficoltà di dire ciò che costituisce veramente il cuore della fede”. La vita stessa. “Si può dare il gusto di Dio? Il suo sapore? Che fare quando il Vangelo stesso si è irrigidito in troppe ripetizioni, stereotipi e caricature?” si interroga la giornalista, convinta che “per far sentire qualcosa della fede bisognerebbe poter andare al di là delle immagini, fare appello a tutti i sensi, a ciò che è la vita stessa: respirare” e “scoprire che non si vede nulla quando si crede di vedere”. Ma anche “provare cosa vuol dire ‘toccare’ ed ‘essere toccati’, soffrire e far soffrire, amare e venir meno all’amore. Perché è di vita che si tratta, della possibilità di vivere”. E del “misterioso riconoscimento che tutto questo ci viene donato, che non ne siamo i padroni”. Come parlare “di ciò che attiene al silenzio e al segreto, all’intimo più intimo e che noi chiamiamo Dio?”. Dov’è la fiamma? “Vorremmo altre parole, altre immagini, altre domande” prosegue Le Corre, “e a guardare troppo questo scarto, le parole si attorcigliano sempre più in gola”. Un tempo, ricorda, “la Chiesa pregava e cantava: ‘Non lasciamo morire la fiamma, non lasciamo morire il fuoco…’. Ma oggi, a chi spetta dire dov’è il fuoco, dov’è la fiamma?”. Per l’editorialista “la nostra Chiesa è in tutte queste immagini contrastanti, a volte deludenti, al tempo stesso nel segreto dei cuori e delle comunità: nel vecchio e nel nuovo, inseparabili nella nostra storia; è nella nostra diversità, nei contrasti interni; nelle domande che la disarmano”. Essa “è nel suo stupore e nelle sue paure. Nelle sue audacie ed anche nei suoi fallimenti”. Non è riassumibile in “nessuna delle sue manifestazioni” perché “non è fatta per se stessa ma per il mondo, non come vorremmo che fosse, ma così com’è”. E allora “la fiamma che fa bruciare il cuore” è “ondeggiante tra i due opposti che sembrano separare l’abisso” e non è possibile affermare “è là!”. Giovane e libera da ogni paura. Contrariamente a quanto si sente spesso affermare, chiarisce la giornalista, “ciò che propongono le diverse religioni non è ‘in fondo la stessa cosa’, anche se esse fanno contemplare l’esperienza della notte e del fuoco mistico”. E’ nel Vangelo che “troviamo un annuncio straordinario e sconvolgente” e “bruciamo dal desiderio di farlo conoscere”; la parola dei cristiani, tuttavia, “sarà sempre tanto inadeguata quanto necessaria”. Debole e inadeguata “alle attese delle persone, vertiginosamente lontana da Colui che vorrebbe servire”, ma ciò “non è soltanto un segno dei tempi, accade da sempre”; è come “una sorta di debolezza e di nudità originarie”. “Forse – conclude Le Corre – è proprio a questo punto di povertà che il Natale ci invita ad attenerci. A quel punto la vecchia Chiesa cui dobbiamo tanto è infinitamente giovane. Stupefacente, inattesa, in punto di nascere. Libera, come la fiamma che danza, e affrancata da ogni paura”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1155 N.ro relativo : 85 Data pubblicazione : 10/12/2003