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Un pensiero per l’Europa” “” “

Quale è, quale deve essere lo specifico ruolo degli intellettuali cattolici nel processo di unificazione dell’Europa? Quali orientamenti sono venuti possono venire dalla “cultura cattolica”? Quali prospettive per le “radici cristiane”? Quali iniziative perché gli intellettuali cattolici europei possano far sentire una voce comune? Sono alcune domande poste da questo affresco su Jacques Maritian a trenta anni dalla sua morte Di Jacques Maritain Paolo VI diceva che era ” un maestro nell’arte di pensare, di vivere e di pregare “. Il filosofo francese resta uno dei grandi maestri del secolo scorso, uno degli intellettuali cattolici che, attraverso i suoi scritti come attraverso le sue prese di posizione, è stato sempre presente nei dibattiti del suo tempo e ha avuto un’influenza rilevante in tanti paesi europei. Fu ” un filosofo nella città “, come si è sottolineato nel recente convegno organizzato a Roma dal Centro culturale Saint-Louis de France che fondò nel 1945 quando era ambasciatore di Francia presso la Santa Sede e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain fondato nel 1974, un anno dopo la sua morte. Nel nostro tempo così povero di veri pensatori, sarebbe utile un recupero del pensiero maritainiano perchè permetterebbe di illuminare la strada da percorrere. Giorgio La Pira vedeva in Maritain la sua “stella polare” e scrisse nel 1976 : ” la nostra vita intera, spirituale e culturale di questi trenta ultimi anni è legata, come radicata, all’opera intera di Maritain : alla preghiera, alla spiritualità, alla vita culturale di Maritain! “. Il filosofo francese Etienne Borne diceva che ” la filosofia politica di Maritain è una filosofia nel pieno senso della parola e questa filosofia è un umanesimo, e un umanesimo personalista “. Difatti, quando il mondo non riesce a sbarazzarsi delle barbarie, Maritain afferma che ogni progetto politico deve radicarsi nell’umanesimo, e in particolare la democrazia non deve limitarsi a alcune regole di funzionamento, né ridursi ai momenti elettorali, ma deve costruirsi attorno alla persona ed immaginare un rinnovamento sociale ed etico del ” vivere insieme ” nazionale e planetario. Ha sempre sottolineato la centralità della cultura nella costruzione della società moderna: nel suo ultimo libro, Approches sans entraves,(1973), si impegna a favore di incontri politici, culturali, politici, religiosi, senza ostacoli, in una prospettiva universalistica. Nel suo discorso di apertura della seconda Conferenza generale dell’Unesco, nel novembre 1947, a Messico, dove rappresentava la Francia, dinanzi ai rappresentanti di 48 nazioni, difese l’idea della cooperazione universale, della ricerca del bene comune tra le nazioni, della giustizia sociale internazionale. Alla fatalità della guerra, oppose l’amore fraterno trasmesso dal Vangelo che sveglia la coscienza umana, e per l’Europa difendeva una soluzione federale, l’unica capace, secondo lui, di garantire una vera unità tra popoli separati da una storia tragica. Maritain, filosofo cattolico della democrazia e dello Stato, filosofo delle arti, dell’educazione, teologo, metafisico. Si è giustamente affermato che la sua opera è ” la più grande sintesi moderna della comprensione cattolica “. Ma non è restato rinchiuso nella speculazione intellettuale, non ha mai avuto paura di impegnarsi nella Città, di affrontare le difficoltà del suo tempo di fronte ai totalitarismi, all’antisemitismo, alla guerra, alle minacce alla democrazia e alla pace. Per questa ragione, il suo pensiero è tanto vivace e tanto attuale per l’Europa .