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Il dialogo è un principio” “

Ecumenismo in Europa centro-orientale: primo incontro a Budapest” “” “

I delegati di 15 Paesi dell’Europa centro-orientale, rappresentanti venti diverse Chiese si sono riuniti per tre giorni a Budapest (dal 27 al 30 novembre) per uno scambio sulla situazione dell’ecumenismo e sul processo della Charta oecumenica. È stata la prima volta che il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee) e la Conferenza delle Chiese europee (Kek) hanno convocato un simile incontro, in vista anche del contributo che le chiese possono dare alla definizione della nuova Unione europea che dal 1° maggio 2004 vedrà aggiungersi 10 nuovi Paesi. Alla conclusione della consultazione i partecipanti hanno incontrato il Consiglio delle Chiese dell’Ungheria a Budapest e il card. Péter Erdö, arcivescovo cattolico di Esztergom- Budapest. Un contributo prezioso per la nuova Europa. “Se la collaborazione tra le Chiese dell’Europa orientale crescerà – affermano Ccee e Kek in un comunicato congiunto al termine dell’incontro – questo diventerà un contributo per l’Occidente e per la nuova Europa. Oggi l’Oriente porta ancora i segni delle ferite del passato regime autoritario. Ma il forte slancio spirituale e la dimensione artistica e liturgica dell’oriente, nel nostro mondo secolarizzato, possono essere un prezioso contributo alla vita del cristianesimo. L’incontro di Budapest è stato una tappa importante in questo scambio nell’approfondimento della conoscenza reciproca, avvenuto in un clima di sincerità”. La Charta Oecumenica. Firmata nell’aprile 2001 dai presidenti di Ccee e Kek ed ormai tradotta in quasi tutte le lingue europee, la Charta Oecumenica è un documento che contiene le “linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese in Europa”. Attorno a questo testo si sono concentrati in questi mesi sforzi di dialogo. “Il dialogo – è stato detto a Budapest – non è un metodo per l’ecumenismo, ma è un principio. E l’ecumenismo non è facoltativo, ma è essenziale”; per questo i delegati dell’Europa orientale cercheranno di concretizzare i contenuti della Charta nelle diverse situazioni nazionali. Iniziative ecumeniche. Dai rapporti dei vari Paesi è emerso che vi sono numerose iniziative di collaborazione ecumenica già in corso: in Albania avvengono regolarmente scambi tra i seminari ortodossi e cattolici; nella Repubblica ceca sono stati avviati i preparativi per un Ökumenischer Kirchentag del 2005; in Romania si vuole arrivare a un calendario comune affinché i cristiani possano celebrare insieme le feste più importanti. Nonostante le tensioni e i problemi ancora irrisolti (ad esempio in Ucraina, Russia, Grecia), per Ccee e Kek “c’è una volontà chiara di continuare il dialogo e il processo ecumenico perché c’è un tesoro da non disperdere e perché ci sono problemi comuni che si possono affrontare solo insieme”. Partirà nei prossimi mesi il processo di preparazione per la Terza assemblea ecumenica europea del 2007 . Studio e preghiera. In questo momento del cammino ecumenico delle Chiese un ambito di impegno che sembra particolarmente importante è la collaborazione tra università e facoltà teologiche delle diverse chiese. In particolare è stata lanciata l’idea di far nascere un centro studi ecumenico nell’Europa dell’Est. Ancora più importante, è stato affermato, è la dimensione spirituale della preghiera e della condivisione tra le diverse tradizioni liturgiche, monastiche. “È un motivo di grande tristezza – ha detto un delegato – non essere capaci di vivere fino in fondo l’amore evangelico nei confronti delle altre Chiese”.