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Una bussola ecumenica” “

Le Chiese cristiane per uno "Stato sociale forte"” “” “

Il 27 novembre scorso è stato presentato a Vienna il “Sozialwort”, la posizione ufficiale del Consiglio ecumenico delle Chiese austriache (Örkö) sul sociale. Sono 14 le Chiese che hanno aderito all’iniziativa, tra queste, la Chiesa anglicana, armena apostolica, cattolica romana, copta-ortodossa, evangelica di confessione augustana ed elvetica, greco-ortodossa, russa-ortodossa, serba-ortodossa e siro-ortodossa. Il documento (136 pagine) è frutto di quattro anni di lavoro: il progetto era iniziato con la raccolta di 522 questionari riuniti in un rapporto sul sociale pubblicato all’inizio del 2002. Il rapporto e le discussioni hanno costituito la base per il testo presentato da Christine Gleixner, presidente dell’Örkö, Michael Chalupka, responsabile della Chiesa evangelica di confessione augustana e da p. Alois Riedlsperger, responsabile dell’accademia sociale cattolica austriaca (Ksoe). Il documento è articolato in nove capitoli. Stato sociale. Le Chiese cristiane austriache vogliono uno “Stato sociale forte” ed esprimono “perplessità” nei confronti della tendenza alla privatizzazione nel settore previdenziale. Le Chiese riconoscono la necessità di “adeguare” le strutture dello Stato sociale agli “sviluppi sociali”, ma ribadiscono che il finanziamento di queste prestazioni sia prevalentemente “una questione di volontà politica e di una retribuzione ragionevole dei carichi”. Nel documento si auspica il mantenimento di un sistema pensionistico basato sui contributi, in quanto “più sicuro rispetto a sistemi assicurativi privati, legati al mercato dei capitali”. “L’accesso alle prestazioni sociali e la loro qualità deve essere assicurata a tutti, indipendentemente da reddito e provenienza”. Le Chiese chiedono un’assicurazione minima per tutti, in linea con quanto richiesto nei Nap – programmi nazionali per la lotta alla povertà, adottati dai Paesi dell’Ue. Nel Sozialwort viene evidenziata la necessità di far fronte alla “crescente domanda di assistenza” con “mezzi ed infrastrutture sufficienti”: ciò può avvenire con “l’adeguamento dei finanziamenti all’assistenza, nonché con lo sviluppo dei servizi di assistenza mobile, strutture tipo ‘day-hospital’ e hospice”. Viene riconosciuto il contributo della cattolica Caritas e dell’evangelica Diakonie. Lavoro. È necessario “ripensare il concetto di lavoro”, tenendo conto di lavori “socialmente irrinunciabili”, svolti “senza corrispettivo e soprattutto da donne”, all’interno delle famiglie. “L’impegno di molte donne in famiglia e nel lavoro non pagato in altri nuclei familiari costituisce anche il motivo principale della povertà delle donne”. Proposta la pensione di anzianità per le donne. Pace e sviluppo. Nel capitolo dedicato a “Pace e giustizia”, il documento esorta i governi dell’Austria, dell’Ue e del mondo a “ridurre drasticamente” le spese per gli armamenti. Si auspica inoltre un ruolo dell’Austria in quanto membro neutrale dell’Ue per una politica estera e della sicurezza, basata “su principi etici e di diritto internazionale chiari”. Il ruolo dell’Onu “va rafforzato”. Le Chiese chiedono altresì l’introduzione di un “programma obbligatorio per l’innalzamento progressivo dei fondi per la collaborazione allo sviluppo, fino allo 0,7 del Pil”. Una bussola per il pensiero, la vita, l’azione. “Il Sozialwort è una bussola per il pensiero, la vita e l’azione nel sociale”, ha dichiarato Christine Gleixner, presidente dell’Örkö, “ogni capitolo si apre con un passo della Bibbia”. P. Alois Riedlsperger ha annunciato per la prima domenica di avvento del 2004 un bilancio provvisorio del progetto. Mons. Maximilian Aichern, vescovo cattolico, ha messo in luce “il legame tra il documento e la pratica delle Chiese nel sociale, che serve alla coesione sociale”. Michael Staikos, metropolita greco-ortodosso ha affermato che “le Chiese dimostrano che il loro posto non è solo nelle case di Dio ma esse servono le persone”. Ha Definito “unica” l’intesa raggiunta dalle 14 Chiese. Per il vescovo evangelico-luterano Herwig Sturm “le dichiarazioni… sono credibili se unite con la pratica delle Chiese” per questo a fronte di ogni argomento, il testo contiene un’iniziativa concreta.