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Cig: intervista con José Gil-Robles Gil-Delgado” “
Il vertice europeo dei ministri degli Esteri svoltosi a Napoli lo scorso fine settimana ha risolto alcuni dei problemi lasciati in sospeso dalla Conferenza intergovernativa, pur lasciando aperto lo spinoso dossier del calcolo della maggioranza in seno al Consiglio, ovvero il peso che ciascuno Stato ha nell’Ue al momento di decidere. Ora le ultime decisioni toccano al summit di Bruxelles di metà dicembre, che dirà anche un’ultima parola sul voto all’unanimità in alcuni settori (politica estera, fisco), sulla composizione della Commissione (un membro per Stato), sulla distribuzione dei seggi nell’Europarlamento. In vista dell’importante scadenza che chiuderà il semestre italiano prima di passare il timone all’Irlanda, facciamo il punto della situazione con lo spagnolo José María Gil-Robles Gil-Delgado. Deputato del Partito popolare europeo, membro dell’ufficio di presidenza del gruppo Ppe, componente della commissione giuridica e per il mercato interno nonché di quella per gli affari costituzionali, Gil-Robles è stato presidente dell’Assemblea dal 1997 al 1999. Tra una settimana il Consiglio europeo traccerà il bilancio dei lavori della Cig a riguardo del futuro Trattato costituzionale. La “Magna Charta” dell’Ue sarà firmata prima delle elezioni del Parlamento di giugno? “Io penso di sì. Si dovrebbe fare in tempo a rispettare questa importante scadenza. Anche perché ritardare tale decisione servirebbe solamente a rendere più complicata ogni trattativa e lo stesso futuro dell’Ue”. Come giudica i risultati sinora raggiunti dalla Cig? Quali gli elementi positivi, quali, invece, i passi indietro? “Intanto direi che la Cig non ha raggiunto ancora alcun risultato ufficiale. C’è, invece, molto da fare. Se dovessi segnalare un elemento positivo dei lavori fino a questo momento, farei riferimento alla nuova bozza sulla “cooperazione strutturato” nell’area della difesa. Un elemento negativo, invece, che segnalerei è la soppressione del Consiglio legislativo indicato nella bozza di Convenzione”. Nelle ultime settimane l’Ecofin si è mosso dapprima per limitare i poteri del Parlamento nell’iter per l’approvazione del bilancio, poi ha respinto le procedure proposte dalla Commissione contro Francia e Germania per l’eccessivo disavanzo… “L’Ecofin si é sbagliato nelle due decisioni che lei ricorda, quella nei confronti del Parlamento e quella riferita più direttamente alla Commissione. Mi pare che non si siano resi conto che l’Europa ha bisogno di più democrazia in materia di bilancio e di regole certe per quanto riguarda l’unione economica e monetaria”. Regole, moneta… Ma per costruire l’Europa ci sono solo queste strade da percorrere? “Occorre puntare anche su una graduale integrazione sociale e culturale, soprattutto in riferimento al prossimo allargamento ad altri dieci paesi. Penso che siamo sulla giusta strada”. Giovanni Paolo II ha più volte richiamato l’importanza di citare l’eredità cristiana nel futuro Trattato costituzionale. Ma le radici religiose dell’Europa troveranno posto, a suo avviso, nel preambolo della Carta? “Non mi pare che trascurare la storia dell’Europa sia giusto né conveniente. In ogni caso va detto che se anche si inserisse tale riferimento, deve essere chiaro che oggi non c’è una diretta corrispondenza tra l’identità europea e l’identità religiosa. È dunque giusto il motto dell’Europa di domani: unità nella diversità”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1 N.ro relativo : 84 Data pubblicazione : 03/12/2003 ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1254 N.ro relativo : 84 Data pubblicazione : 03/12/2003