BIOETICA" "
Chiese europee a difesa degli embrioni umani” “
Il Parlamento europeo ha approvato lo scorso 19 novembre una raccomandazione a favore del finanziamento Ue di progetti di ricerca che prevedono l’utilizzo di embrioni umani e di cellule staminali embrionali umane. La proposta, adottata con 291 voti a favore, 235 contrari e 12 astenuti, rimuove la condizione fissata dalla Commissione che stabilisce che solo gli embrioni creati dopo il 27 giugno 2002 possono essere usati, e perciò distrutti, per ottenere cellule staminali embrionali. Questo comporta la possibilità indiretta di finanziare la creazione di embrioni umani per ottenere nuove cellule staminali con i fondi Ue. Sull’argomento si sono espressi la Comece (vedi Sir 80/2003, molti episcopati europei e il Santo Sinodo di Grecia (v. pagina seguente). Germania. Un “segnale spaventoso”: così la conferenza episcopale tedesca, ha definito il voto del Parlamento europeo. “Siamo preoccupati dalla proposta dell’Europarlamento che indebolisce le linee-guida etiche proposte dalla Commissione circa il finanziamento delle ricerche sulle cellule staminali ricavate da embrioni umani – affermano i vescovi tedeschi -. In tal modo agli interessi della ricerca viene attribuito un valore superiore rispetto alla dignità e al diritto alla vita degli embrioni umani. La ricerca sulle cellule di embrioni umani presuppone l’uccisione della vita umana. Agli embrioni umani spettano dignità umana e diritto alla vita fin dall’inizio. Mettere da parte questa tutela della vita a favore degli interessi della ricerca, è inaccettabile e contraddice il diritto vigente in Germania. Facciamo appello a tutti i membri del Consiglio dei ministri, cui spetta la decisione finale, – concludono i vescovi – affinché si impegnino per la tutela della vita degli embrioni umani. Il Governo tedesco è chiamato ad approvare solo programmi che non sostengano una ricerca che presuppone l’uccisione di embrioni umani”. Austria. In un colloquio con l’agenzia cattolica austriaca “Kathpress”, l’arcivescovo di Vienna card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha espresso la propria delusione per l’esito del voto del Parlamento europeo. “Spero che durante l’incontro a Bruxelles i ministri europei per la ricerca proroghino la moratoria in scadenza il 31 dicembre 2003”, ha dichiarato il cardinale, sottolineando che “ogni linea di cellule staminali si basa su embrioni umani che verrebbero distrutti e cui verrebbe negata la possibilità di sviluppo”. Schönborn ha fatto riferimento all’alternativa di “stanziare i fondi Ue piuttosto per la ricerca promettente ed eticamente ineccepibile sulle cellule staminali adulte”. “Anche i primi momenti della vita umana meritano di essere tutelati nell’ambito dell’intero ciclo vitale”, ha ammonito, ricordando che “la distruzione di embrioni non può essere segno di autentico progresso scientifico”. Irlanda. Il cardinale arcivescovo di Dublino Desmond Connell, Joseph Duffy, vescovo di Clogher, e Patrick Walsh, vescovo di Down e Connor, hanno incontrato il Primo ministro irlandese Bertie Ahern Td, per discutere le proposte dell’Ue di finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. A seguito del colloquio, il vescovo Duffy ha indirizzato al Primo ministro una lettera a nome della delegazione della Conferenza episcopale. “Nonostante la possibilità, non ancora provata, di benefici terapeutici nel lungo periodo”, per la Chiesa, ha affermato Duffy, non “possono essere in alcun modo giustificati né la distruzione deliberata di embrioni umani, né l’uso di cellule staminali ottenute attraverso tale distruzione”. Ribadita altresì nel documento la liceità della ricerca sulle cellule adulte e riconosciuto l’impegno personale di Ahern i vescovi irlandesi esprimono “l’impressione che il governo sia al riguardo neutrale” e chiedono che lo stesso “comunichi in sede europea la propria contrarietà a finanziare la ricerca sugli embrioni umani”.