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Nessun affare se c’è violenza contro le donne” “

Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria lo scorso 19 novembre, ha approvato una relazione della Commissione per i diritti della donna, che sottolinea la necessità di un’azione più radicale e pressante per lottare contro la violenza nei confronti delle donne. Secondo la relazione, “la violenza contro le donne non si può eliminare senza prima combattere quei fattori che, direttamente o indirettamente, contribuiscono a rendere le donne un bersaglio così facile per la violenza stessa. Un retaggio culturale che ponga gli uomini in una posizione di privilegio in svariati settori giuridici, sociali, economici e politici conferisce loro un potere che è il terreno di coltura della violenza fisica e morale contro le donne”. Dal 1992 l’Unione europea ha incluso in tutti i suoi accordi con i Paesi terzi una clausola che sancisce il rispetto dei diritti umani e della democrazia. Consiglio e Commissione sono quindi invitati ad includere nei futuri accordi di commercio e di sviluppo una clausola specifica che preveda l’applicazione di sanzioni e, al limite, la sospensione dell’accordo in caso di gravi e ricorrenti violazioni dei diritti delle donne, come mutilazioni genitali, mutilazioni con acido, punizioni corporali inflitte pubblicamente, immolazioni, faide, lapidazioni, stupri, tratta delle donne, delitti d’onore, matrimoni forzati e schiavitù. La Commissione è infine invitata a definire clausole commerciali favorevoli o sfavorevoli per i Paesi partner secondo il loro livello di lotta contro la violenza nei confronti delle donne.