italia" "

La parrocchia, Chiesa tra le case” “

La 52ª assemblea generale dei vescovi italiani” “” “

In un’epoca in cui “emerge il bisogno del sacro e di sentiti legami affettivi nel contesto di esperienze molto frammentate”, il “segreto” della parrocchia è “la passione di favorire il cammino delle persone”, attraverso il “rapporto con la gente, le famiglie e il tessuto della società che vive e opera sul territorio”. È quanto scrivono i vescovi italiani, nel messaggio conclusivo della loro 52 ªa assemblea generale, svoltasi ad Assisi dal 17 al 20 novembre sul tema “La parrocchia: Chiesa che vive tra le case degli uomini” – la prima dedicata interamente alla parrocchia, e alla quale hanno partecipato anche 20 parroci, oltre ad alcuni esperti e invitati. “Quando ci si chiede come mai la parrocchia sia la figura più conosciuta della Chiesa – si legge ancora nel messaggio – la risposta sta proprio nel suo carattere di vicinanza e accoglienza”. Senza contare, aggiungono i vescovi, che “in molti luoghi la parrocchia è stata ed è un fattore fondamentale per il costituirsi stesso del tessuto civile. Anche i non cristiani conoscono la parrocchia. A volte sembrano loro quelli che, più di altri, suonano il campanello del parroco”. “La fitta presenza delle parrocchie su tutto il territorio italiano, la loro vitalità e capacità di svolgere un servizio pastorale e anche sociale attento ai bisogni della popolazione, sono una straordinaria ricchezza della Chiesa in Italia”, scrive Giovanni Paolo II nel messaggio inviato ai 250 vescovi riunitisi ad Assisi – definendo quello della parrocchia “un tema di fondamentale importanza nella vita e nella missione della Chiesa”. In Italia le diocesi sono 228, le parrocchie 25.865. Il “primato” del parroco per una “pastorale integrata e missionaria”. “La figura chiave della parrocchia, anche in ordine al suo indispensabile rinnovamento, rimane quella del sacerdote parroco”, ha precisato il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nella prolusione. Le associazioni e i movimenti ecclesiali, ha aggiunto mons. Renato Corti, vicepresidente della Cei , “non sono omologabili” alla parrocchia, che è e resta “la cellula fondamentale della diocesi”. L’obiettivo finale verso cui convergere, secondo la Chiesa italiana, è una “pastorale integrata” che superi le “tentazioni di autosufficienza” e si configuri attraverso “la collaborazione e l’integrazione con le parrocchie vicine” e con altre “realtà ecclesiali presenti sul territorio”, come comunità religiose, associazioni e movimenti, attraverso “spazi di creatività, inventiva e flessibilità”. In aumento preti “giovani” e “stranieri”. Anche se in Italia la “diminuzione globale” del clero è pari circa al 24%, e in alcune regioni “toccherà il 40%”, la crisi delle vocazioni non è tale da “gettare nello sconforto”, ma anzi è “assorbibile” e, se confrontata con la situazione di altri Paesi “latini”, dimostra che l’Italia “non è in difficoltà” nel “mantenimento di un’immagine popolare di Chiesa”, che nei prossimi vent’anni verrà portata avanti “da preti molti più giovani e più stranieri”, visto l’aumento delle persone immigrate che caratterizza lo scenario italiano. È il “quadro” dei preti “in servizio” in Italia così come è stato delineato da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che ha commentato un’indagine condotta dal sociologo Luca Diotallevi (e distribuita ai vescovi), dalla quale risulta che l’età media dei 32.990 preti attualmente presenti nelle diocesi italiane è di quasi 60 anni, e che il 4,5% di loro è costituito da sacerdoti nati all’estero, con una distribuzione regionale molto diversa, che va dallo 0,9% della Lombardia al 21,3% del Lazio. Lo “stile” delle unità pastorali. Le “unità pastorali” non “soppiantano” la parrocchia, ma la inseriscono “in una rete più ampia e adeguata”, nell’ottica della “pastorale integrata” auspicata dal card. Ruini nella prolusione. È quanto scrive mons. Domenico Sigalini, vicepresidente del Cop (Centro di orientamento pastorale), in una comunicazione consegnata ai vescovi. Uno dei “protagonisti” di questa nuova esperienza pastorale, presente in poco più di una diocesi su tre, deve essere il laicato, si legge ancora nel testo, il cui “modello” è quello dell’Azione Cattolica, considerato come “operatore della relazione quotidiana evangelizzatrice negli spazi della vita, nella famiglia e nella scuola, nel lavoro …”.