rassegna stampa" "
“Bruxelles indaga sulle mille denunce di corruzione negli aiuti ai Paesi candidati” è la notizia di apertura su “ La Razón” ( 4/11). Il quotidiano spagnolo fa notare che “i casi di corruzioni al budget comunitario non smettono di aumentare”. Secondo il tedesco Franz-Hermann Brüner, direttore dell’Ufficio europeo di lotta alla corruzione (Olaf), sono già 1184 i casi di malversazione. La polemica inchiesta dell’Unione europea che considera Israele come una “minaccia” per la pace occupa invece le prime pagine di “ El Periódico” (4/11): “Israele è la peggiore minaccia per la pace nel mondo secondo il 59% dei cittadini dell’Unione europea. Gli spagnoli, da parte loro – segnala il giornale -, considerano gli Stati Uniti i rappresentanti della minaccia piu grave per la pace (61%), seguiti da Israele (56%) ed Iraq (42%)”. Anche in Germania divampa la polemica sull’antisemitismo, sia alla luce del recente sondaggio Ue, sia per una dichiarazione del parlamentare cristiano-democratico Martin Hohmann, che nei giorni scorsi aveva asserito la colpevolezza del popolo ebraico adducendo a motivo il fatto che molti dirigenti del Politburo sovietico fossero ebrei. Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung (4/11) il fatto che “ da alcuni anni Israele stia perdendo le simpatie dell’Europa” è “ preoccupante“. “ Sarebbe fuorviante spiegare il fenomeno come “antisemitismo”, prosegue. “E sarebbe altrettanto sbagliato giudicare faziosi molti europei o affermare che essi giustificano il terrorismo. Da un punto di vista razionale, per vedere Israele come pericolo principale per la pace ce ne vuole, anche di malafede. Ma la percezione è, bisogna dirlo, anche un’eco della politica d’Israele“. “ Probabilmente il sondaggio verrà valutato come prova di un antisemitismo europeo, ma quest’interpretazione è falsa“, scrive Stefan Kornelius sulla Süddeutsche Zeitung (5/11). “ Esso è piuttosto espressione di una politica estera europea unilaterale“. Sul caso Hohmann, difeso con una lettera aperta da Reinhard Günzel, generale di brigata delle truppe speciali, immediatamente rimosso dal ministro della Difesa Struck, sullo stesso quotidiano si legge: “ Le chiacchiere di … Hohmann sono stupide e infami. Chi giudica in blocco popoli o comunità di fede in base alle azioni di singoli appartenenti, usa i clichés che in casi estremi possono portare o hanno portato al genocidio“. Per Die Welt (5/11), il comportamento di Günzel e Hohmann è “ antisemitismo moderno“. Anche il settimanale Der Spiegel (3/11) si occupa della questione, osservando: “ Le esternazioni antisemite del parlamentare della Cdu Hohmann non sono scivoloni. L’ultraconservatore dell’Assia le diffonde da anni negli ambienti di destra“. “Perché gli Stati Uniti non possono ancora andarsene dall’Iraq”. È il titolo di un articolo di David Brooks ( Herald Tribune, 6/11), in cui l’articolo commenta la situazione dell’Iraq del “dopo-guerra” facendo notare che “per i prossimi sei mesi, finché l’Iraq sarà capace della propria difesa, l’amministrazione Bush ci ricorderà continuamente che l’Iraq è la Battaglia dell’Occidente nella guerra del terrore, il punto di svolta cruciale dove faremo crollare lo spirito dei terroristi o saranno loro a far crollare noi”. Secondo Brooks, il presidente americano Bush “deve ricordarci che viviamo in un mondo crollato, che dobbiamo intraprendere audaci aizoni morali, se vogliamo sconfiggere gli assassini che ci fronteggiano. È nostra responsabilità riconoscere l’oscura realtà dell’umana natura, mentre ancora preserviamo la nostra fede idealistica in un Medio oriente migliore”. E proprio il Medio Oriente è l’oggetto di un articolo pubblicato in prima pagina da Le Monde (5/11), in cui André Fontaine fa notare che “non bisogna cedere allo scoraggiamento di fronte al drammatico deterioramento della situazione”, ma al contrario procedere sulla strada degli “accordi internazionali”, dei quali dovrebbe farsi promotrice in primo luogo l’Europa, per arrivare ad instaurare la pace tra israeliani palestinesi. “Società e trascendenza” è, invece, il titolo di un editoriale di Bruno Frappat ( La Croix, 5/11), in cui l’autore riflette su “la pluralità delle religioni proprio nel momento in cui, paradossalmente, la Francia, nella sua realtà sociologica e culturale, è sempre meno ‘religiosa’”. Le “nuove Brigate Rosse”: questo il tema di un editoriale firmato da Giorgio Ferrari su Avvenire, in cui si denuncia il presunto “silenzio” delle forze politiche su casi di “solidarietà” al movimento terroristico italiano. “Occupate a stigmatizzare il terrorismo – è il commento di Ferrari – rischiano di venir meno al proprio compito: tutelare la democrazia”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1246 N.ro relativo : 76 Data pubblicazione : 07/11/2003