Il denaro guida il mondo?” Questo l’interrogativo che fa da filo conduttore ad un inchiesta – della durata di cinque settimane – portata avanti dal quotidiano cattolico francese “La Croix”, anche in preparazione alla Settimana sociale dei cattolici francesi che si svolgerà dal 14 al 16 novembre a Parigi sullo stesso tema ( cfr Sir 72/2003). Nel numero del 28 ottobre “La Croix” indaga sul rapporto tra i francesi e le banche, racconta vantaggi e difficoltà di un “trader” (la figura professionale che compra e vende denaro) e l’attività di una compagnia americana che trasferisce denaro da una parte e l’altra del mondo. Tutto questo corredato da pensieri di autori famosi, aneddoti e la foto di un quadro del Caravaggio “La vocazione di San Matteo”, che raffigura appunto la chiamata di Dio nei confronti di San Matteo, esattore di imposte. Dall’inchiesta emerge, ad esempio, che “i francesi usano ed abusano delle loro banche”, perché “sono i primi utilizzatori dei mezzi di pagamento bancari” come carte di credito e bancomat. “L’uso delle carte bancarie aumenta del 6% l’anno, due volte più che i bonifici e i prelievi, mentre l’utilizzo degli assegni si è abbassato del 6%”. Particolare è l’atteggiamento dei francesi nei confronti di chi guadagna “troppo” denaro, come ad esempio i giovani “trader”, “che a soli 25 anni possono permettersi anche un orologio che costa 30.000 euro”. “La Francia è un Paese ideologico nel quale il denaro è tabù. Si diventa una persona sospetta quando si guadagnano grosse somme”, si legge nell’articolo. Sempre più richiesta (circa tre transazioni al secondo) è poi l’attività di una compagnia americana che trasferisce denaro in 165 Paesi del mondo, soprattutto grazie alle rimesse degli immigrati. Ma dopo l’11 settembre e la lotta contro il terrorismo è diventata più controllata perché rischia di far girare denaro poco pulito.